Introduzione a Lightroom mobile – parte I

La genesi

Lightroom mobile, nome ufficiale per l’ufficioso “Lightroom for iPad” era nell’aria da tempo. Lo stesso Tom Hogarty (product manager per Lightroom) aveva mostrato un prototipo e discusso dell’idea in due eventi pubblici: una puntata di The Grid, condotta da Scott Kelby, ed allo scorso Photoshop World.

Sono diverse le ragioni che hanno portato allo sviluppo d questo prodotto. Parto parafrasando le parole di Tom per poi aggiungere le mie.

Quando Lightroom (Lightroom desktop? No, continuiamo a chiamarlo semplicemente Lightroom) venne concepito nel lontano 2003, la spinta fu il tentativo di far convergere mondi distanti come la fotografia digitale e l’organizzazione/sviluppo degli scatti in un solo ambiente pratico da usare. Fu una vera e propria rivoluzione concettuale, prima che informatica.

Secondo Tom oggi ci troviamo nuovamente di fronte ad un simile scostamento. Da una parte il mondo della foto digitale professionale/amatoriale: solido e confinato al singolo computer sul quale è installato il software; dall’altra un ambiente molto più dinamico e pervasivo, caratterizzato dalla mobilità e dall’immediatezza: mondi diversi che procedono a velocità molto diverse.

Lightroom mobile si pone dunque come anello di congiunzione tra la sacrosanta necessità di lavorare con strumenti seri e potenti, e la volontà vivere in uno scenario globale senza isolarsi da esso. Per chi ne abbia intenzione, si capisce.

Per quanti siano stati gli sforzi di rendere Lightroom semplice da usare, è evidente che per molti resti ostico né più né meno quanto la quasi totalità dei software “non banali” in commercio. Ahimè, per alcuni, l’approccio al computer in sé è già troppo impegnativo da accettare.

Che si ami o si odi (o lasci del tutto indifferente), l’iPad di Apple ha rivoluzionato il rapporto con le macchine imponendo dall’alto un approccio semplificatore. Come già iPhoto ben prima di Lightroom (e ancora oggi per alcuni aspetti in modo migliore) ha dimostrato che gestire e modificare i propri scatti su tablet può essere facile e divertente, così la soluzione targata Adobe cerca di avvicinare un prodotto più completo e complesso al larghissimo bacino di utenti alle prime armi.

In ultima analisi, e qui le parole sono mie perché, diciamocelo, è tanto ovvio quanto poco elegante, Lightroom mobile è l’asso nella manica di Adobe per far avvicinare il mondo dei fotografi alla sua Creative Cloud. Questi infatti sembrano più di tutti restii ad abbracciare la filosofia del software come servizio più che prodotto. Giusto o sbagliato non ci interessa, è una statistica.

Dal canto mio non ho mai nascosto una preferenza per la licenza perpetua sul prodotto (in volgare: pago una volta sola e lo uso come e quanto voglio) con l’eventuale e facoltativa aggiunta di servizi a pagamento, se necessari.

Per rovinare la sorpresa a chi non intenda leggersi tutto l’articolo, Lightroom mobile sarà appannaggio dei soli utenti Creative Cloud. Per tutti gli altri 30 giorni di effimero piacere.

App per iPad

È così, l’App di Lightroom al momento è solo per iOS, anzi solo per iOS 7, anzi, solo per iPad. Può sembrare eccessivamente restrittivo ma come primo passo in un modo totalmente nuovo per Adobe è pur sempre una mossa importante.

Secondo l’analisi condotta la maggior parte dei fotografi che usi tablet regolarmente si basa su dispositivi di casa Apple. L’aggiornamento ad iOS 7 è stato poi uno dei più rapidi di sempre. Come spesso ci ricorda Apple, l’ultima versione di iOS è sempre quella con maggior numero di installazioni attive. Al momento della scrittura iOS 7 è installato sull’87% dei dispositivi connessi all’App Store.

Scaricate l’App da questo link diretto.

A ben pensare, nonostante le limitazioni, è stato coperto il maggior bacino omogeneo possibile. Ritengo anzi encomiabile il fatto che possa girare (in modo assolutamente decoroso) anche su iPad di seconda generazione. È uno sforzo ingegneristico non indifferente: fidatevi sulla parola.

Ulteriori piattaforme

Non posso riportare la roadmap di sviluppo di Lightroom mobile, per questo attendete comunicati ufficiali. Diciamo che, come per Lightroom in versione desktop, il team di Adobe è sempre molto attento al panorama che li circonda ad al bisogno dei clienti.

È però di pubblico dominio il fatto che verrà rilasciato a seguire anche per iPhone, per far convergere tutto l’ecosistema tra computer, tablet e smartphone.

Sincronizzazione da Lightroom

Lightroom mobile, come tutte le app presenti sull’App Store di Apple, deve poter funzionare in modo almeno basilare anche senza alcun tipo di sottoscrizione o pagamento. In effetti potete utilizzarla come versione gratuita e vagamente alternativa di iPhoto. È possibile caricare foto dal Rullino o dalle altre collezioni sincronizzate tramite iTunes. È possibile, ma onestamente poco utile.

Lightroom mobile vive di fatto come estensione evoluta dell’ecosistema di Lightroom per desktop. Senza la controparte installata su uno o più computer in vostro possesso rivelerà solo in minima parte le proprie potenzialità.

Aggiornamento 5.4 di Lightroom

Prima di partire con la sincronizzazione delle foto dovrete necessariamente aggiornare Lightroom all’ultima versione, 5.4. È sufficiente il classico aggiornamento automatico.

Beh, in effetti abbiamo la rilasciato la 5.4 solo adesso in quanto la maggior modifica apportata è proprio il supporto a Lightroom mobile. Ci è dispiaciuto non aver potuto rilasciare una Release Candidate come per tutte le volte scorse, ma avrebbe rovinato la sorpresa.

In verità qualcosa già trapelò tempo addietro. Abbiamo passato tutti dei momenti piuttosto concitati quel 17 gennaio.

Accesso con ID Adobe

Sarà dunque necessario effettuare il primo accesso al servizio. Niente paura, tutto in prova gratuita per 30 giorni. Fate clic sul collegamento in alto a sinistra “Iniziate a usare Lightroom mobile” e dunque su Accedi.

Accesso con ID Adobe
Accesso con ID Adobe

Se non avete un account, dal pulsante “Crea un ID Adobe” sarete portati alla pagina di creazione. Inserite infine sulla maschera appena comparsa i dati in vostro possesso e confermate.

Vi verrà mostrato il vostro nome, con il numero di giorni restanti per il periodo di prova.

Un mese per pensarci su…
Un mese per pensarci su…

Sincronizzare raccolte

Passiamo adesso alla sincronizzazione delle foto. E alla prima nota dolente. Possiamo sincronizzare solo raccolte, e non dinamiche, e nemmeno set di raccolte, e neppure cartelle. Prendetevi trenta secondi di respiro se ne sentite il bisogno.

Bene, torniamo a noi. È vero, per chi come me organizza tutto con la strategia delle cartelle annidate è un duro colpo. Tuttavia stiamo pur sempre parlando della versione 1.0. Ma vi ricordate ancora Lightroom 1.0? Di strada ne è passata e l’attesa ha quasi sempre ripagato.

Diciamo che, per coloro i quali il modulo Libreria sia esclusivamente una lunga serie di raccolte statiche, Lightroom mobile può già fungere da visualizzatore totale in mobilità. Per tutti gli altri, al momento, rappresenterà la finestra su un insieme più ristretto di scatti, catalogati pazientemente.

Lo scrivo a voi anche per rincuorare me stesso. I pregi superano ancora i difetti, per quanto allo stato delle cose resti un processo poco rapido e assolutamente non automatizzabile.

Vedete quei quadratini a fianco delle Raccolte? Cliccate su di essi per far apparire un’icona di sincronizzazione. Ci farete l’abitudine: la vedrete comparire molto spesso.

Selezionate quali Raccolte sincronizare
Selezionate quali Raccolte sincronizare

Tutto fatto! Lightroom inizierà così a caricare tutti gli scatti contenuti nella Raccolta, uno alla volta.

Caricamento degli scatti

Dalla vista a Griglia vedrete cambiare di stato l’icona di sincronizzazione. Quando sotto sono presenti i punti di sospensione (…) il processo è ancora in corso. Quando questi scompaiono la foto, la sua anteprima ed i relativi metadati sono stati tutti caricati su Internet.

Prima del caricamento Foto correttamente caricata

Dietro le quinte

Per i più appassionati ai dettagli tecnici, Lightroom non farà altro che generare Anteprime Avanzate per ciascuna delle foto per poi caricarle sui server di Adobe.

In verità non Adobe, ma Amazon, sfruttando la gigantesca e affidabile rete server di Amazon AWS. Affidabile quanto? Beh, Dropbox funziona sulle stesse macchine. Dunque tanto.

Vi accorgerete che i trasferimenti sono lenti, soprattutto se avete linee molto veloci. Questo perché (e non è un segreto: qualunque informatico sarebbe comunque in grado di scoprirlo in due minuti) i trasferimenti avvengono non verso il nostro nodo di riferimento europeo (Irlanda), ma dritti dritti verso la West Coast statunitense. Come biasimarli, il team di Lightroom lavora da quelle parti.

Qualcuno potrebbe domandarsi: come posso ridurre a zero il tempo di calcolo del processore? Magari creando tutte le anteprime in anticipo?

La risposta è: non si può. Per quanto generare le anteprime avanzate in anticipo possa certamente far risparmiare del tempo, Lightroom andrà a generare anche anteprime standard JPG alla stessa dimensione delle anteprime standard (2560 px nel lato lungo). Sfortunatamente (per me: inspiegabilmente) non ci è data la possibilità di generare anteprime standard a 2560 pixel, quindi l’attesa è obbligatoria.

Ultimo aspetto, non meno importante per evitare sprechi di spazio. La sincronizzazione non aumenta l’occupazione di spazio su disco. Le Anteprime Avanzate non disponibili vengono create al volo e rimosse una volta caricate.

Apriamo Lightroom mobile sull’iPad

Al primo avvio verrete accolti da una gradevole maschera per l’inserimento dei dati di accesso già discussi precedentemente.

Inserite i dati del vostro ID Adobe
Inserite i dati del vostro ID Adobe

Sarete così portati rapidamente alla schermata principale di presentazione delle raccolte (Collections) sincronizzate, mostrate come grandi quadrati affiancati da statistiche.

Schermata principale di Lightroom mobile
Schermata principale di Lightroom mobile

In alto a sinistra, toccando il logo di Lightroom con il vostro nome, potrete accedere al menù delle impostazioni, sufficientemente autoesplicativo.

Menu delle impostazioni
Menu delle impostazioni

Probabilmente alcni utenti di lungo corso di Lightroom non si saranno accorti nulla ma… Lightroom mobile è in inglese. Come ho scritto in Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità al paragrafo 7.9: popolo italiano, sono dalla vostra parte.

Ho provato con forza a far includere la localizzazione di Lightroom mobile in italiano, ma per quanto spiacevole possa suonare, quando viene presentato un nuovo prodotto da Adobe questo viene localizzato in un numero ristretto di lingue più… diciamo rilevanti.

Sfortunatamente l’italiano non è tra queste, dovrete quindi pazientare ed assaggiare controvoglia un po’ di minestra anglosassone. Chissà che nel tempo non finisca col piacervi più della nostra.

Connessione a internet

Come avrete già intuito, tutta la costruzione si regge sulla necessità di essere connessi ad Internet. Fortunatamente non è necessaria una connessione permanente, ma aiuta. Dalle impostazioni potete anche scegliere se sfruttare rete Wifi soltanto o erodere soglie di traffico cellulare. La scelta è vostra. Sfortunatamente l’impostazione di default è su Wifi e rete cellulare: disattivatela per non avere brutte sorprese.

Sincronizzazione da modalità offline

Com’è raccomandato essere connessi a Internet (evidentemente necessario per sincronizzare le modifiche), ma non obbligatorio, lo stesso vale per la presenza degli scatti originali.

È consigliato sincronizzare Lightroom con Lightroom mobile avendo gli originali sotto mano (Raw, vero?). In assenza di essi verrà sfruttata la loro Anteprima Avanzata, se presente. Senza originali né scatti avanzati non potrete sincronizzare foto sul Web.

Vi dico di più: sincronizzando in modalità offline le anteprime su iPad saranno stanzialmente identiche in qualità, e la velocità di caricamento sarà discretamente maggiore.

Per ulteriori informazioni sulla modalità offline potete consultare il cap. 3.1 di “Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità”.

Vista a mosaico

Questa prima parte dell’introduzione a Lightroom mobile non entrerà nei minimi dettagli. Cerco dunque di analizzare la struttura dell’app nelle componenti fondamentali.

Scompare per il momento la netta suddivisione nei moduli Libreria e Sviluppo. L’integrazione è molto maggiore. Tuttavia, volendo trovare un paragone, cliccando sull’anteprima di una delle raccolte viene aperta la vista a mosaico. Somiglia molto, per certi versi, alla vista Griglia tanto cara agli utenti Lightroom. Lo scopo del resto è analogo: presentare tutti gli scatti, con o senza informazioni aggiuntive, in uno spazio ridotto. Aggiungete un pizzico di fattore moda con i tasselli del mosaico ad altezza costante e larghezza variabile. Il piatto è pronto.

Vista a mosaico
Vista a mosaico

Sovrapposizione informazioni

Toccando lo schermo con due dita è possibile avanzare, ad ogni tocco, tra le diverse modalità di sovrapposizione di informazioni:

  • Nessuna informazione
  • Distintivi miniature (immagine modificata, flag, …)
  • Riepilogo dati EXIF di scatto
  • Riepilogo data di scatto, dimensione immagine e nome del file

Vista lentino/sviluppo

Toccando una foto questa verrà aperta in una modalità simile a quella lentino, tipica di Lightroom. Sparisce di fatto la distinzione tra lentino (Libreria) e modalità di sviluppo. Tutti gli strumenti di modifica dell’immagine sono immediatamente disponibili.

Lightroom per desktop separa nettamente gli ambiti anche e sopratutto nel dietro le quinte: la miglior correttezza dei colori si ha solo nel modulo Sviluppo. Mancando in iOS un motore di gestione del colore, perde di significato qualunque separazione.

Vista lentino/sviluppo per la modifica e visualizzazione delle foto
Vista lentino/sviluppo per la modifica e visualizzazione delle foto

Segnalazioni

Il primo vero di strumento di produttività per la couch mode (“modalità divano”, coniata dal team Adobe) è la possibilità di segnalare o rifiutare rapidamente gli scatti. In modalità lentino è infatti sufficiente trascinare il dito verso l’alto per promuovere l’immagine (rifiutata > neutrale > selezionata) e verso il basso per declassarla (percorso inverso).

Selezionare una foto
Selezionare una foto
Rifiutare una foto
Rifiutare una foto

Tutte le modifiche di stato delle segnalazioni viene immediatamente sincronizzato con il catalogo di Lightroom, se aperto sul computer. Immediatamente… diciamo dopo pochi secondi. Non percepirete l’immediatezza di un servizio made in Google, ma tutto funziona come ci aspettiamo.

Per quanto una gestione veramente completa dei propri Raw è ancora distante dalle possibilità di Lightroom mobile, vi assicuro che poter selezionare velocemente gli scatti con semplici gesti è non solo veloce, ma anche piacevole.

Viaggio molto in treno per lavoro: preferisco di gran lunga selezionare rapidamente dall’iPad piuttosto che tirar fuori il MacBook Pro dalla borsa. Tutto a patto di aver precedentemente sincronizzato le foto: dettaglio non trascurabile.

Sovrapposizione informazioni

Anche qui con il tocco di due dita è possibile avanzare in sequenza tra più modalità di sovrapposizione di informazioni:

  • Nessuna informazione
  • Dati di scatto (EXIF + obiettivo + corpo macchina) ed istogramma
  • Solo dati di scatto
  • Solo istogramma

Ci rendiamo subito conto di quanto assomigli la visione completa delle informazioni ad un vero e proprio Lightroom in miniatura.

Exif ed Istogramma, molto simile a quanto Lightroom ci ha abituato da anni
Exif ed Istogramma, molto simile a quanto Lightroom ci ha abituato da anni

Costo

Trenta giorni prima o poi finiscono, sebben in teoria si tratti di un mese per ciascun ID Adobe collegato, e non per computer. Non vi sto suggerendo nulla di più.

Questi sono i piani Creative Cloud con i quali potrete assicurarvi l’uso del servizio. IVA inclusa.

  • Programma di fotografia Photoshop (12,29€/mese IVA inclusa)
  • Creative Cloud completo, annuale (61,49€/mese IVA inclusa)
  • Creative Cloud per team e aziende, annuale (69,99€/mese IVA esclusa)
  • Creative Cloud per istruzione (19,99€/mese IVA inclusa, in offerta limitata)

Potete acquistare direttamente dallo store Adobe.

Aggiornamenti

Mi sentivo a disagio nel dedicare un paragrafo interamente ad informazioni sul come liberarsi dai propri risparmi, permettetemi una nota positiva.

Come riportato in “Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità”, Adobe è vincolata per legge statunitense a non pubblicare aggiornamenti migliorativi oltre al rilascio x.1 (o per questa volta 5.2, non essendo mai uscita direttamente una 5.1): non possono aggiungere funzionalità, senza chiedere nuovamente soldi ai clienti, al di fuori del trimestre fiscale nel quale è stato presentato il prodotto.

Discorso noioso per dire che, in buona sostanza, quel che farete con l’ultimo rilascio di Lightroom 5 è né più né meno quel che potevate fare molti mesi prima con Lightroom 5.2.

Lightroom mobile, basandosi su sottoscrizione con pagamenti mensili, non ha questo vincolo. Adobe è quindi libera (come per gli altri software della Creative Cloud), di assecondare gli appetiti più folli di noi alpha tester e rilasciare aggiornamenti migliorativi quando voglia. Sarebbe infatti impensabile concepire un Lightroom 1.0 sostanzialmente immutato per un anno intero o più.

Il team Adobe sta già lavorando al prossimo aggiornamento. Non resterete delusi.

Bonus: Lightroom web!

Come premio finale per coloro i quali abbiano avuto la pazienza di arrivare fino a qui, una sorpresa che potrà se non altro mitigare gli animi dei fotografi che non possiedano un iPad.

Adobe ha rilasciato, unitamente a Lightroom mobile, quello che tra noi chiamiamo simpaticamente Lightroom web, accessibile a qui.

Come potete immaginare si tratta di una versione accessibile da browser del sistema sincronizzato di Lightroom mobile. Non si tratta di un vero sostituto: allo stato delle cose è concepito come visualizzatore e non consente di ritoccare le proprie immagini.

È dunque una vetrina personale, direttamente collegata a Lightroom e Lightroom mobile (mostrerà le modifiche effettuate su entrambi) che non richiede alcun intervento da parte del fotografo.

Vista mosaico su Lightroom web
Vista mosaico su Lightroom web

Nessuna sincronizzazione manuale, nessun servizio di pubblicazione. Viene mostrata l’ultima istantanea degli scatti sincronizzati.

Trattandosi di un sito web, non di un’App per dispositivi mobili, ancor meno di un software per computer, segue dinamiche di aggiornamenti e correzioni ancora più rapide. Non stupitevi di svegliarvi la mattina seguente con nuove funzionalità immediatamente disponibili. È un giardino felice molto meno regolamentato.

A seguire la parte II con gli approfondimenti.

Alla prossima.


Aggiornamento del 17/04/2014: l’impostazione di default per la sincronizzazione adesso comprende l’uso della rete cellulare.

3 commenti il “Introduzione a Lightroom mobile – parte I

  1. Interessante aggiornamento di Lr che apre nuove prospettive, ma sopratutto un articolo molto utile per capire i cambiamenti in atto. Superata un po' la delusione iniziale per l'esclusione del sistema android, speriamo momentanea, mi sono accontentato di provare la versione web che spero evolva fino a permettere modifiche sfruttando le potenzialità dei moderni browser, un po' come accade già oggi con Office 365. Questa strada permetterebbe anche di svincolarsi dal sistema operativo... Una cosa che mi domando, ma forse è una mia mancanza, questo sistema non potrebbe essere utilizzato anche per sincronizzare il catalogo tra due pc con Lightroom ? Aspetto con ansia la IIa parte...
    • Salve Alfredo, ci sono alcune difficoltà tecniche difficilmente superabili, soprattutto legate alla necessità di sincronizzare non solo l'Anteprima Avanzata quanto piuttosto il file originale per intero. Nel frattempo posso consigliarti un libro in inglese del ben più meritevole collega Peter Krogh, disponibile qui: http://thedambook.com/multi-catalog-workflow-with-lightroom-5/ Io l'ho trovato molto interessante, in particolare nei filmati dimostrativi.
  2. Interessante segnalazione, vado a vedere. Comunque sono molto fiducioso per l'evoluzione della versione web. Grazie

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