Roberto Martino, per piacere non plagiarmi

Condividere informazioni è giusto e giova alla collettività. Che peccato però quando il fotografo Roberto Martino, del quale non avevo il piacere della conoscenza, plagia i miei contenuti parola per parola spacciandoli per propri. Creare contenuti è un lavoro impegnativo.

Mi è già capitato di lasciar correre le copie e gli usi non del tutto propri. Solo di recente ho dovuto chiedere conto ad un quotidiano online per il furto di una mia foto di Flickr, ma in linea di massima accetto di buon grado che si possa trarre ispirazione da libro o articoli.

La scoperta

Questa mattina del 21 novembre 2015 sono stato però incuriosito da un link esterno che puntava a questo blog. Curiosità rapidamente mutata in profondo fastidio. Leggendo il post “IL NUOVO AGGIORNAMENTO DI LIGHTROOM CC: UN RITORNO AL PASSATO” di Martino mi sono accorto che:

  • Interi blocchi di testo sono copiati parola per parola, perfino mantenendo la formattazione di corsivi e grassetti.
  • La struttura e l’ordine degli argomenti è la stessa, peccato per la rimozione dei riferimenti al libro in prossima uscita.
  • È stato mantenuto il primo link in alto che rimanda all’argomento discusso in precedenza, ma sul mio blog.
  • Non ha neppure citato la fonte (Risoluto) o l’autore (Paolo Avezzano), che avrebbe introdotto un minimo di buon gusto in un post altrimenti ben poco dignitoso.
  • Non mi ha contattato in nessun modo per chiedere di far copia carbone del post. Cosa che gli avrei sconsigliato per tutela della sua immagine, prima che della mia.
  • Non è traduzione letterale da un’altra lingua, che già mi piace poco ma talvolta è necessaria.

 

Per divertimento ho evidenziato qui sotto le parti più platealmente coinvolte da plagio. Non è stato difficile.

Le parti plagiate sono state evidenziate

Le parti plagiate sono state evidenziate

La riflessione

Ora, sia chiaro. Non ho nulla contro Roberto Martino, non ci conosciamo. Ho approfittato dell’occasione per sollevare una riflessione più profonda.
Creare contenuti è un lavoro molto faticoso, siano essi post di blog o paragrafi di libri. A monte di qualche centinaio di parole spesso si celano altrettante ore di lavoro, distillate in poche frasi dall’immediata comprensione. Ore sottratte alla propria famiglia, agli amici e al grande amore della fotografia, che non saranno restituite da una ringraziamento o ripagate da qualche copia di libro venduta, per quanto entrambe siano piccole ma importanti soddisfazioni.

Parte degli stessi punti riportati nelle note di rilascio Adobe sono frutto diretto di anomalie ricercate, riportate e analizzate a lungo da alpha tester come il sottoscritto.

Per me, scrivere volutamente di rado su Risoluto è dimostrazione di come preferisca investire il tempo (ad esempio, rendere Lightroom un programma migliore), e segno di rispetto verso coloro i quali considerino ancora Internet uno strumento di informazione libera e di buon livello.
Copiare contenuti non solo lede la dignità degli autori; crea inutile entropia in uno scenario già sovrabbondante di informazioni. Un danno inutile per dimostrare agli altri di aver qualcosa da dire, o da ripetere.
Situazioni come questa spingono a dedicarsi a diversi hobby in attesa che altri facciano la prima mossa.

Sono fiducioso che Martino non abbia agito con cattive intenzioni, ma piuttosto che riscaldare una minestra non straordinariamente gustosa avrebbe potuto semplicemente retwittare l’account @risolutoblog che per ogni post invia automaticamente un link. Scrivere è un diritto, non un dovere.

Credo che un fotografo professionista possa raccogliere maggiori consensi producendo ottime foto, piuttosto che realizzando pessimi plagi.

Alla prossima.

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Un commento il “Roberto Martino, per piacere non plagiarmi

  1. Assurdo...

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