Aggiornamenti Lightroom 5.2 – Parte 1

Introduzione

Nel libro “Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità” ho citato più volte l’aggiornamento 5.1 come unica opportunità per l’aggiunta di nuove funzioni rispetto alla versione 5.0.

Come potete notare la 5.1 non è mai uscita. Adobe è saltata direttamente alla 5.2 per questioni di coerenza nella numerazione. A suo tempo è stato infatti deciso di mantenere omogenea la minor release (la seconda cifra della versione, qui “.2”) tra Lightroom 5 e Adobe Camera Raw 8.

Quest’ultimo è stato aggiornato poco dopo il rilascio iniziale alla versione 8.1; Lightroom è passato direttamente alla 5.2 per camminare a fianco di 8.2 condividendone le possibilità di Elaborazione.

Tolta questa piccola differenza di nomenclatura, il principio resta invariato: Lightroom 5.2 corregge diversi dei principali difetti riscontrati nel rilascio originale (vedi capitolo “7.2 – Problemi noti”) ed aggiunge qualche utile funzione, che andrò ad illustrare.

Potrai trovare tutte le discussioni inerenti questo aggiornamento cliccando qui.

Rimozione macchie – Sfumatura

L’algoritmo che sta dietro agli strumenti “Rimozione macchie” e “Pennello correttivo avanzato”, usato in modalità Correggi è molto potente. Individua con buona approssimazione la sorgente migliore per la correzione dell’immagine e ricostruisce la destinazione andando a sfumarla nelle porzioni di immagine circostanti.

Ciò che alcuni utenti lamentavano era l’assenza di una chiara indicazione dell’entità di questa sfumatura e, di conseguenza, dell’impossibilità di regolarla a piacere quando necessario. Oggi questo è possibile, grazie all’introduzione del cursore “Sfumatura”.

Rimozione macchie: cursore Sfumatura
Rimozione macchie: cursore Sfumatura

Il funzionamento è immediatamente comprensibile e del tutto analogo al cursore omonimo nel Pennello di regolazione. Per valori più bassi il contorno si fa netto (fusione minima con le zone circostanti); spostando mano a mano il cursore verso destra la sfumatura aumenta di raggio (aumenta la superficie di fusione con le zone circostanti).

Cursore Sfumatura: a sinistra un valore minore, a destra maggiore
Cursore Sfumatura: a sinistra un valore minore, a destra maggiore

In linea di massima, un valore più elevato è preferibile, perché concede a Lightroom una maggiore libertà nella fusione della correzione rispetto alle zone circostanti dell’immagine, rendendo meno visibile la transizione. Quando però gli spazi sono stretti ed è necessario preservare dettagli quasi fino al bordo della circonferenza, un valore più basso farà al caso vostro.

Sorge la domanda spontanea: fino a ieri come si comportava lo strumento rispetto a questa nuova funzione? La Sfumatura è sempre stata parte integrante di queste correzioni. Immaginate di aver sempre lavorato con un cursore bloccato sulla posizione intermedia (= 50).

Viene dunque garantita retrocompatibilità, offrendo da oggi una nuova flessibilità per correzioni più impegnative.

Rimozione macchie – Altri miglioramenti

Quando Adobe si deciderà a trovare un nome migliore per questo strumento sarà comunque troppo tardi.

— Paolo Avezzano

I punti di criticità per Rimozione macchie sono essenzialmente due: quanto sia in grado di individuare correttamente la sorgente migliore in caso di correzione automatica, laddove l’utente lasci a Lightroom la responsabilità della scelta, e quanto riesca poi a fondere correttamente la porzione di immagine della sorgente sulla destinazione. Lightroom 5.2 introduce buoni miglioramenti per il primo punto.

La scelta automatica della sorgente individua adesso più correttamente la porzione di immagine migliore qualora si abbia a lavorare con texture più fini, come fogliame, rocce e terreno. Non è possibile quantificare il progresso, ma clonando superfici di questo tipo dovrebbe capitarvi con minor frequenza di veder apparire elementi totalmente estranei sulla texture a causa di una scelta poco saggia della sorgente.

Nel tentativo di migliorare la scelta della sorgente è stato modificato l’algoritmo sottostante. Verranno adesso predilette sorgenti presenti nell’area del ritaglio (crop) rispetto a quelle poste al di fuori. In altre parole, scartando le porzioni dell’immagine non desiderate, è meno probabile che la sorgente della correzione provenga da queste. In passato la ricerca automatica si basava su tutta la superficie originale dell’immagine.

Uniformità

Attenzione! Questo paragrafo potrebbe accendere il fervore dei fotografi del marchio Canon. Non c’è alcuna intenzione maliziosa, e non ho il minimo interesse nel fomentare campanilismi fotografici.

Il pannello Dettagli del modulo Sviluppo ospita, già dalle passate versioni di Lightroom, numerosi controlli per il miglioramento della nitidezza dell’immagine e la riduzione del rumore di luminanza e crominanza che inevitabilmente affligge tutte le nostre foto digitali.

Per quanto riguarda il contenimento del rumore di crominanza (quei fastidiosi puntini colorati che caratterizzano immagini sottoesposte o scattate ad alti valori di ISO), il cursore “Colori” ha sempre svolto un lavoro eccellente fin da Lightroom 3, anche a bassi livelli. Il valore di default di 25 è sufficiente nella maggior parte dei casi e molti utenti non lo variano mai.

Il cursore immediatamente successivo, “Dettagli”, determina in modo preciso cosa interpretare come rumore di crominanza e cosa sia dettaglio cromatico. In altre parole, mi permette di distinguere il difetto elettronico da quelle che potrebbero essere piuttosto piccole macchie colorate della una texture fotografata.

Tecnicamente viene definito rumore “ad alta frequenza spaziale”, o “molto fine” per i non addetti ai lavori.

Alcune macchine fotografiche, tuttavia, presentano un difetto apparentemente meno visibile, ma più insidioso. Nelle zone più scure è infatti possibile percepibile delle macchie colorate irregolari, in qualche modo simili al rumore di crominanza appena descritto; meno evidenti ma di dimensione molto maggiore. Viene definito rumore “a bassa frequenza spaziale”, o “molto grande”. Fino a ieri non era possibile correggerlo in modo rapido ed efficace.

Lightroom 5.2 aggiunge così il nuovo cursore “Uniformità” in fondo al pannello.
Nuovo cursore Uniformità

Il valore di default è pari a 50. Si tratta di un nuovo algoritmo piuttosto pesante da un punto di vista computazionale. Spingersi verso valori più elevati comporta un maggior utilizzo sia di memoria che di processore. Funziona andando alla ricerca di macchie di colore, via via sempre più grandi all’aumentare del valore del cursore.

Parlando tecnicamente, le singole zone di colore individuate vengono sfuocate. Si prendono in considerazione i soli canali del colore, senza toccare quelli della luminosità che sono responsabili del dettaglio. La massima efficacia si raggiunge aumentando “Uniformità” e diminuendo “Dettagli”, il quale al contrario si occupa di proteggere il dettaglio cromatico.

Questo difetto affligge in particolar modo i sensori prodotti dalla Canon, già a ISO bassissimi. In totale onestà ignoravo del tutto l’esistenza di una problematica tanto marcata fino all’introduzione di questa funzione, scattando con macchine prodotte da altre aziende. Ho dunque preso in prestito dei Raw in formato .CR2 per poter evidenziare il difetto.

Un esempio concreto

L’immagine che segue non è uno sterile test di laboratorio. Si tratta di una scena caratterizzata da altissimo contrasto, scattata a ISO 100 con una Canon 5D MkII. Prima l’originale, segue poi la versione elaborata per restituire luminosità alle ombre.

Foto appena importata
Foto appena importata
Toni corretti
Toni corretti

Nella dimensione minima di queste anteprime non si rileva alcun difetto. Portando lo zoom su 1:1 si notano delle fastidiose macchie sulla corteccia dell’albero in primo piano.

Macchie sulla corteccia: rumore di crominanza a bassa frequenza
Macchie sulla corteccia: rumore di crominanza a bassa frequenza

Sfruttando i parametri raffigurati poco sopra è stato possibile correggere il difetto con ottimi risultati.

Prima/Dopo correzione tramite Sfumatura
Prima/Dopo correzione tramite Sfumatura

La differenza è notevole e la facilità d’uso è certamente un vantaggio. Sfruttate comunque lo strumento con la dovuta cautela: per valori elevati di Sfumatura andremo a perdere saturazione in tutti gli elementi che abbiano una dimensione simile a quella delle macchie rimosse. Non è possibile ad oggi escludere l’effetto su specifiche porzioni dell’immagine: una correzione troppo aggressiva può risolvere un problema introducendo difetti peggiori.

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