{"id":145,"date":"2013-07-06T07:21:44","date_gmt":"2013-07-06T07:21:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paoloavezzano.com\/risoluto\/?p=145"},"modified":"2013-07-12T17:09:55","modified_gmt":"2013-07-12T17:09:55","slug":"lightroom-non-e-una-moda-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paoloavezzano.com\/risoluto\/2013\/07\/lightroom-non-e-una-moda-parte-1\/","title":{"rendered":"Lightroom non \u00e8 una moda &#8211; Parte 1"},"content":{"rendered":"<p>Lightroom \u00e8 stato accettato quasi universalmente come unico e fisiologico erede di Photoshop in materia fotografica. Non ovunque, poco in Italia.<br \/>\nDa noi viene spesso derubricato a <em>moda<\/em>, connotata da filosofie pseudo fondamentaliste. Davvero dobbiamo spendere parole per affermare la dignit\u00e0 e la personalit\u00e0 di un software? Per il bene della fotografia, forse s\u00ec.<\/p>\n<p>Lancio cos\u00ec una discussione in pi\u00f9 puntate.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h1 id=\"parte1\">Parte 1<\/h1>\n<p>Ho spesso a che fare con fotografi e fotoamatori non pi\u00f9 giovanissimi. Vuoi per questo o quel motivo, alla fine l&#8217;accento all&#8217;aspetto informatico del processo fotografico ci scappa sempre. Tolte rare e preziose nicchie nelle quali Lightroom ha attecchito e dato frutti, il fotografo italiano medio \u00e8 ancora fortemente ancorato ad una visione Photoshop-centrica dello sviluppo delle immagini.<\/p>\n<p>Non posso biasimarli. La massiccia diffusione a livello globale e la straordinaria flessibilit\u00e0 etica con cui si <em>rubano<\/em> programmi da un migliaio di euro ne hanno decretato il successo. Poi \u00e8 arrivato Lightroom e tutto \u00e8 cambiato.<\/p>\n<h2 id=\"unsoloprogramma\">Un solo programma<\/h2>\n<p>Gestire un flusso fotografico in modo serio ed efficiente richiede almeno un software per ciascuna fase. Ripeto. <em>Almeno un<\/em> software per <em>ciascuna<\/em> fase. Stiamo parlando di tanti strumenti. Questi poi vanno posti in successione secondo una catena logica flessibile, priva di frizioni. Non sempre \u00e8 possibile, non senza sforzi di concentrazione e comunque a valle dello studio di molti manuali.<\/p>\n<p>Lightroom si pone l&#8217;arrogante obiettivo di sostituirli tutti, almeno per un uso tipico. Ci \u00e8 riuscito? <em>Quasi<\/em>. \u00c8 sulla buona strada? <em>Assolutamente<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Macchina del tempo.<\/strong> Indietro di diversi anni. Elenco degli strumenti <em>minimi<\/em> del mestiere.<\/p>\n<ul>\n<li><em>Importazione<\/em>: qui l&#8217;attore cambiava con una certa frequenza. In ogni caso un software era necessario. Talvolta poteva essere incluso nel punto successivo.<\/li>\n<li><em>Catalogazione<\/em>: ben prima di Lightroom l&#8217;industria del software aveva compreso come la semplice suddivisione in cartelle non potesse costituire una via percorribile per grandi quantit\u00e0 di foto.<\/li>\n<li><em>Demosaicizzatore<\/em>: parolone! Un programma per trasformare dati grezzi (file Raw) in immagine. A volte incluso nel punto successivo.<\/li>\n<li><em>Elaborazione<\/em>: Photoshop (Elements) o chi per lui: un software di elaborazione era comunque necessario per trasformare l&#8217;immagine in Foto.<\/li>\n<li><em>Soft proofing e stampa<\/em>: un sistema per anticipare la resa finale senza spreco di carta e inchiostro ed uno strumento guidato (spesso poco intuitivo) per lanciare la stampa secondo criteri di dimensioni specifici. Elementi distinti per natura, ma spesso entrambi inclusi nel punto precedente.<\/li>\n<li><em>Ridimensionamento e nitidezza in output:<\/em> anche queste attivit\u00e0 distinte, pur potendo essere espletate con il programma di elaborazione, spesso venivano favorite da strumenti automatici; pi\u00f9 efficienti e di maggior qualit\u00e0.<\/li>\n<li><em>Riduzione rumore digitale<\/em>: le reflex del tempo erano rumorose a ISO 800, se non 400. Software dedicati di analisi dell&#8217;immagine, possibilmente con supporto specifico del sensore, erano assolutamente necessari.<\/li>\n<li><em>Correzioni difetti obiettivo<\/em>: oggi siamo abituati troppo bene. Al tempo era necessario acquistare una soluzione dedicata nella speranza che gli obiettivi del proprio corredo fossero supportati. Solo molto pi\u00f9 di recente questo punto \u00e8 stato inglobato in altri.<\/li>\n<li><em>Effetti speciali<\/em>: un unico cappello sotto il quale comprendere una pletora di plugin o programmi di terze parti per applicare rapidamente effetti creativi che avrebbero richiesto enormi sforzi in programmi di elaborazione delle immagini.<\/li>\n<li><em>Creazione gallerie Web<\/em>: di rado inclusa nel programma di Catalogazione e spesso legata al marchio del venditore. Programma distinto per la creazione di gallerie indipendenti.<\/li>\n<li><em>Caricamento sui Social Network<\/em>: pur essendo molto meno invasivi di oggi, anni fa gi\u00e0 esistevano piattaforme quali Flickr per la condivisione dei propri scatti. Qui spesso tutto era fatto a mano, una foto alla volta, direttamente su sito.<\/li>\n<\/ul>\n<p><\/p>\n<p>Favorisco la brevit\u00e0 alla completezza. La questione appare gi\u00e0 evidente. Oggi abbiamo un solo strumento che unisce la selva di programmi citati, aggiungendo molto altro al piatto. Mi sembra folle continuare a lavorare in modo iperframmentato nel 2013, ma questa \u00e8 un&#8217;opinione personale. Meno soggettiva \u00e8 l&#8217;evidenza che una volta saggiata la soluzione onnicomprensiva, difficilmente si torni indietro.<\/p>\n<h2 id=\"iltempopichedenaro\">Il tempo \u00e8 pi\u00f9 che denaro<\/h2>\n<p>Non mi piace perdere tempo. Sprecare tempo mi terrorizza. Contemplare un paesaggio nella pi\u00f9 assoluta immobilit\u00e0 estatica non \u00e8 tempo perso. Impiegare minuti per la correzione banale di un&#8217;immagine, s\u00ec.<\/p>\n<p>Non posso e non voglio dire che Photoshop sia una perdita di tempo. Non foss&#8217;altro che alcune modifiche sono impossibili a realizzarsi in Lightroom. Dico che, potendo scegliere, a parit\u00e0 di qualit\u00e0 finale, servono buone ragioni per <em>non<\/em> usare il software di pi\u00f9 rapido utilizzo. Non il viceversa.<\/p>\n<p>Spesso mi viene contestata un&#8217;eccessiva ossessione per lo spreco di tempo. Dopo tutto per molti fotoamatori la fase dell&#8217;elaborazione degli scatti \u00e8 sempre parte del gioco. Onestamente? Non la bevo.<br \/>\nScatto pi\u00f9 di una foto a settimana e la percentuale di foto almeno interessanti \u00e8 nell&#8217;ordine delle decine. Lavorare lentamente significa, esclusivamente:<\/p>\n<ul>\n<li>Elaborare poche immagini lasciandone troppe incompiute<\/li>\n<li>Aver tantissimo tempo da dedicare al computer<\/li>\n<\/ul>\n<p><\/p>\n<p>Parlo da informatico. Mi piace <em>creare<\/em> al computer, non sedermici di fronte. In una serata posso perfezionare gli scatti meglio riusciti di un intero e prolifico weekend fotografico. Posso farlo grazie ad uno strumento votato alla produttivit\u00e0. Non riesco ad immaginare una strada diversa da questa.<\/p>\n<h3 id=\"lightroomnonunamoda:\">Lightroom non \u00e8 una moda:<\/h3>\n<p><strong><em>Parte 1<\/em><\/strong> \u2022 <a href=\"http:\/\/www.paoloavezzano.com\/risoluto\/2013\/07\/lightroom-non-e-una-moda-parte-2\/\">Parte 2<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lightroom \u00e8 stato accettato quasi universalmente come unico e fisiologico erede di Photoshop in materia fotografica. Non ovunque, poco in Italia. Da noi viene spesso derubricato a moda, connotata da filosofie pseudo fondamentaliste. Davvero dobbiamo spendere parole per affermare la dignit\u00e0 e la personalit\u00e0 di un software? Per il bene della fotografia, forse s\u00ec. 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