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	<title>DNG | Risoluto</title>
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	<description>Blog di Paolo Avezzano</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Apr 2014 08:11:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Introduzione a Lightroom mobile &#8211; parte I</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Avezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 11:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lightroom mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La genesi Lightroom mobile, nome ufficiale per l’ufficioso “Lightroom for iPad” era nell’aria da tempo. Lo stesso Tom Hogarty (product manager per Lightroom) aveva mostrato un prototipo e discusso dell’idea in due eventi pubblici: una puntata di The Grid, condotta da Scott Kelby, ed allo scorso Photoshop World. Sono diverse le ragioni che hanno portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="lagenesi">La genesi</h2>
<p><strong><em>Lightroom mobile</em></strong>, nome ufficiale per l’ufficioso <em>“Lightroom for iPad”</em> era nell’aria da tempo. Lo stesso Tom Hogarty (product manager per Lightroom) aveva mostrato un prototipo e discusso dell’idea in due eventi pubblici: una <a href="http://kelbytv.com/thegrid/2013/05/02/the-grid-episode-94-tom-hogarty-from-adobe/">puntata di <em>The Grid</em></a>, condotta da Scott Kelby, ed allo scorso <a href="http://photoshopworld.com/live/"><em>Photoshop World</em></a>.</p>
<p>Sono diverse le ragioni che hanno portato allo sviluppo d questo prodotto. Parto parafrasando le parole di Tom per poi aggiungere le mie.</p>
<p><span id="more-224"></span></p>
<p>Quando Lightroom (<em>Lightroom desktop?</em> No, continuiamo a chiamarlo semplicemente Lightroom) venne concepito nel lontano 2003, la spinta fu il tentativo di far convergere mondi distanti come la fotografia digitale e l’organizzazione/sviluppo degli scatti in un solo ambiente pratico da usare. Fu una vera e propria rivoluzione concettuale, prima che informatica.</p>
<p>Secondo Tom oggi ci troviamo nuovamente di fronte ad un simile <strong>scostamento</strong>. Da una parte il mondo della foto digitale professionale/amatoriale: solido e confinato al singolo computer sul quale è installato il software; dall’altra un ambiente molto più dinamico e pervasivo, caratterizzato dalla mobilità e dall’immediatezza: mondi diversi che procedono a velocità molto diverse.</p>
<p>Lightroom mobile si pone dunque come anello di congiunzione tra la sacrosanta necessità di lavorare con strumenti seri e potenti, e la volontà vivere in uno scenario globale senza isolarsi da esso. Per chi ne abbia intenzione, si capisce.</p>
<p>Per quanti siano stati gli sforzi di rendere Lightroom semplice da usare, è evidente che per molti resti ostico né più né meno quanto la quasi totalità dei software “non banali” in commercio. Ahimè, per alcuni, l’approccio al computer in sé è già troppo impegnativo da accettare.</p>
<p>Che si ami o si odi (o lasci del tutto indifferente), l’iPad di Apple ha rivoluzionato il rapporto con le macchine imponendo dall’alto un approccio <em>semplificatore</em>. Come già iPhoto ben prima di Lightroom (e ancora oggi per alcuni aspetti in modo migliore) ha dimostrato che gestire e modificare i propri scatti su tablet può essere <strong>facile e divertente</strong>, così la soluzione targata Adobe cerca di avvicinare un prodotto più completo e complesso al larghissimo bacino di utenti alle prime armi.</p>
<p>In ultima analisi, e qui le parole sono mie perché, diciamocelo, è tanto ovvio quanto poco elegante, Lightroom mobile è l’asso nella manica di Adobe per far <strong>avvicinare</strong> il mondo dei <strong>fotografi</strong> alla sua <strong>Creative Cloud</strong>. Questi infatti sembrano più di tutti restii ad abbracciare la filosofia del software come <em>servizio</em> più che <em>prodotto</em>. Giusto o sbagliato non ci interessa, è una statistica.</p>
<p>Dal canto mio non ho mai nascosto una preferenza per la licenza perpetua sul prodotto (in volgare: pago una volta sola e lo uso come e quanto voglio) con l’<em>eventuale e facoltativa</em> aggiunta di servizi a pagamento, se necessari.</p>
<p>Per rovinare la sorpresa a chi non intenda leggersi tutto l’articolo, Lightroom mobile sarà appannaggio dei soli utenti Creative Cloud. Per tutti gli altri 30 giorni di effimero piacere.</p>
<h2 id="appperipad">App per iPad</h2>
<p>È così, l’App di Lightroom al momento è solo per iOS, anzi solo per <strong>iOS 7</strong>, anzi, solo per <strong>iPad</strong>. Può sembrare eccessivamente restrittivo ma come primo passo in un modo totalmente nuovo per Adobe è pur sempre una mossa importante.</p>
<p>Secondo l’analisi condotta la maggior parte dei fotografi che usi tablet regolarmente si basa su dispositivi di casa Apple. L’aggiornamento ad iOS 7 è stato poi uno dei più rapidi di sempre. Come spesso ci ricorda Apple, l’ultima versione di iOS è sempre quella con maggior numero di installazioni attive. Al momento della scrittura <a href="https://developer.apple.com/support/appstore/">iOS 7 è installato sull’87% dei dispositivi</a> connessi all’App Store.</p>
<p><strong>Scaricate l’App</strong> da questo <strong><a href="https://itunes.apple.com/it/app/adobe-lightroom/id804177739?mt=8">link diretto</a></strong>.</p>
<p>A ben pensare, nonostante le limitazioni, è stato coperto il maggior bacino omogeneo possibile. Ritengo anzi encomiabile il fatto che possa girare (in modo assolutamente decoroso) anche su <strong>iPad di seconda generazione</strong>. È uno sforzo ingegneristico non indifferente: fidatevi sulla parola.</p>
<h3 id="ulterioripiattaforme">Ulteriori piattaforme</h3>
<p>Non posso riportare la roadmap di sviluppo di Lightroom mobile, per questo attendete comunicati ufficiali. Diciamo che, come per Lightroom in versione desktop, il team di Adobe è sempre molto attento al panorama che li circonda ad al bisogno dei clienti.</p>
<p>È però di pubblico dominio il fatto che verrà rilasciato a seguire anche per iPhone, per far convergere tutto l’ecosistema tra computer, tablet e smartphone.</p>
<h2 id="sincronizzazionedalightroom">Sincronizzazione da Lightroom</h2>
<p>Lightroom mobile, come tutte le app presenti sull’App Store di Apple, deve poter funzionare in modo almeno basilare anche senza alcun tipo di sottoscrizione o pagamento. In effetti potete utilizzarla come versione gratuita e vagamente alternativa di iPhoto. È <em>possibile</em> caricare foto dal Rullino o dalle altre collezioni sincronizzate tramite iTunes. È possibile, ma onestamente poco utile.</p>
<p>Lightroom mobile vive di fatto come estensione evoluta dell’ecosistema di Lightroom per desktop. Senza la controparte installata su uno o più computer in vostro possesso rivelerà solo in minima parte le proprie potenzialità.</p>
<h3 id="aggiornamento5.4dilightroom">Aggiornamento 5.4 di Lightroom</h3>
<p>Prima di partire con la sincronizzazione delle foto dovrete necessariamente aggiornare Lightroom all’ultima versione, 5.4. È sufficiente il classico aggiornamento automatico.</p>
<p>Beh, in effetti abbiamo la rilasciato la 5.4 solo adesso in quanto la maggior modifica apportata è proprio il supporto a Lightroom mobile. Ci è dispiaciuto non aver potuto rilasciare una <em>Release Candidate</em> come per tutte le volte scorse, ma avrebbe rovinato la sorpresa.</p>
<p>In verità qualcosa già <a href="http://9to5mac.com/2014/01/17/lightroom-for-ipad-briefly-appears-on-adobes-website-coming-soon-with-99year-cloud-subscription/">trapelò tempo addietro</a>. Abbiamo passato tutti dei momenti piuttosto concitati quel 17 gennaio.</p>
<h3 id="accessoconidadobe">Accesso con ID Adobe</h3>
<p>Sarà dunque necessario effettuare il primo accesso al servizio. Niente paura, tutto in prova gratuita per 30 giorni. Fate clic sul collegamento in alto a sinistra <em>“Iniziate a usare Lightroom mobile”</em> e dunque su <em>Accedi</em>.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Accesso con ID Adobe" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/2y0Z3N342414/Mob-Desk-Login.png" /><figcaption>Accesso con ID Adobe</figcaption></figure>
<p>Se non avete un account, dal pulsante <em>“Crea un ID Adobe”</em> sarete portati alla pagina di creazione. Inserite infine sulla maschera appena comparsa i dati in vostro possesso e confermate.</p>
<p>Vi verrà mostrato il vostro nome, con il numero di giorni restanti per il periodo di prova.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Un mese per pensarci su…" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/3y2T422S2R1I/Mob-Desk-Logged.png" /><figcaption>Un mese per pensarci su…</figcaption></figure>
<h3 id="sincronizzareraccolte">Sincronizzare raccolte</h3>
<p>Passiamo adesso alla sincronizzazione delle foto. E alla prima nota dolente. Possiamo sincronizzare solo <strong><em>raccolte</em></strong>, e non <em>dinamiche</em>, e nemmeno <em>set di raccolte</em>, e neppure <em>cartelle</em>. Prendetevi trenta secondi di respiro se ne sentite il bisogno.</p>
<p>Bene, torniamo a noi. È vero, per chi come me organizza tutto con la strategia delle cartelle annidate è un duro colpo. Tuttavia stiamo pur sempre parlando della versione 1.0. Ma vi ricordate ancora Lightroom 1.0? Di strada ne è passata e l’attesa ha quasi sempre ripagato.</p>
<p>Diciamo che, per coloro i quali il modulo Libreria sia esclusivamente una lunga serie di raccolte statiche, Lightroom mobile può già fungere da visualizzatore totale in mobilità. Per tutti gli altri, al momento, rappresenterà la finestra su un insieme più ristretto di scatti, catalogati pazientemente.</p>
<p>Lo scrivo a voi anche per rincuorare me stesso. I pregi superano ancora i difetti, per quanto allo stato delle cose resti un processo poco rapido e assolutamente non automatizzabile.</p>
<p>Vedete quei quadratini a fianco delle Raccolte? Cliccate su di essi per far apparire un’icona di sincronizzazione. Ci farete l’abitudine: la vedrete comparire molto spesso.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Selezionate quali Raccolte sincronizare" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/0v1E2A2h3f25/Mob-Desk-SyncRaccolte.png" /><figcaption>Selezionate quali Raccolte sincronizare</figcaption></figure>
<p>Tutto fatto! Lightroom inizierà così a caricare tutti gli scatti contenuti nella Raccolta, uno alla volta.</p>
<h3 id="caricamentodegliscatti">Caricamento degli scatti</h3>
<p>Dalla vista a Griglia vedrete cambiare di stato l’icona di sincronizzazione. Quando sotto sono presenti i punti di sospensione (…) il processo è ancora in corso. Quando questi scompaiono la foto, la sua anteprima ed i relativi metadati sono stati tutti caricati su Internet.</p>
<table>
<colgroup>
<col style="text-align: left;" />
<col style="text-align: left;" /> </colgroup>
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: left;"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Prima del caricamento" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/3F3A2v253t1o/Mob-Desk-SyncPre.png" /></td>
<td style="text-align: left;"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Foto correttamente caricata" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/3k311D1K1H0A/Mob-Desk-SyncPost.png" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3 id="dietrolequinte">Dietro le quinte</h3>
<p>Per i più appassionati ai dettagli tecnici, Lightroom non farà altro che generare Anteprime Avanzate per ciascuna delle foto per poi caricarle sui server di Adobe.</p>
<p>In verità non Adobe, ma Amazon, sfruttando la gigantesca e affidabile rete server di Amazon AWS. Affidabile quanto? Beh, Dropbox funziona sulle stesse macchine. Dunque <em>tanto</em>.</p>
<p>Vi accorgerete che i trasferimenti sono lenti, soprattutto se avete linee molto veloci. Questo perché (e non è un segreto: qualunque informatico sarebbe comunque in grado di scoprirlo in due minuti) i trasferimenti avvengono non verso il nostro nodo di riferimento europeo (Irlanda), ma dritti dritti verso la <em>West Coast</em> statunitense. Come biasimarli, il team di Lightroom lavora da quelle parti.</p>
<p>Qualcuno potrebbe domandarsi: <em>come posso ridurre a zero il tempo di calcolo del processore? Magari creando tutte le anteprime in anticipo?</em></p>
<p>La risposta è: non si può. Per quanto generare le anteprime avanzate in anticipo possa certamente far risparmiare del tempo, Lightroom andrà a generare anche anteprime standard JPG alla stessa dimensione delle anteprime standard (2560 px nel lato lungo). Sfortunatamente (per me: inspiegabilmente) non ci è data la possibilità di generare anteprime standard a 2560 pixel, quindi l’attesa è obbligatoria.</p>
<p>Ultimo aspetto, non meno importante per evitare sprechi di spazio. La sincronizzazione non aumenta l’occupazione di spazio su disco. Le Anteprime Avanzate non disponibili vengono create al volo e rimosse una volta caricate.</p>
<h2 id="apriamolightroommobilesullipad">Apriamo Lightroom mobile sull’iPad</h2>
<p>Al primo avvio verrete accolti da una gradevole maschera per l’inserimento dei <strong>dati di accesso</strong> già discussi precedentemente.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Inserite i dati del vostro ID Adobe" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/27210o2H3B2e/Mob-iOS-Login.png" /><figcaption>Inserite i dati del vostro ID Adobe</figcaption></figure>
<p>Sarete così portati rapidamente alla <strong>schermata principale</strong> di presentazione delle raccolte (Collections) sincronizzate, mostrate come grandi quadrati affiancati da statistiche.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Schermata principale di Lightroom mobile" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/462l2M0L3z1R/Mob-iOS-Home.png" /><figcaption>Schermata principale di Lightroom mobile</figcaption></figure>
<p>In alto a sinistra, toccando il logo di Lightroom con il vostro nome, potrete accedere al menù delle impostazioni, sufficientemente autoesplicativo.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Menu delle impostazioni" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/0Z1n1e0H3u3P/Mob-iOS-Settings.png" /><figcaption>Menu delle impostazioni</figcaption></figure>
<p>Probabilmente alcni utenti di lungo corso di Lightroom non si saranno accorti nulla ma… Lightroom mobile è in <strong>inglese</strong>. Come ho scritto in <em>“<a href="http://www.paoloavezzano.com/risoluto/lightroom-5-tutte-le-novita/">Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità</a>”</em> al paragrafo 7.9: popolo italiano, sono dalla vostra parte.</p>
<p>Ho provato con forza a far includere la localizzazione di Lightroom mobile in italiano, ma per quanto spiacevole possa suonare, quando viene presentato un nuovo prodotto da Adobe questo viene localizzato in un numero ristretto di lingue più… diciamo <em>rilevanti</em>.</p>
<p>Sfortunatamente l’italiano non è tra queste, dovrete quindi pazientare ed assaggiare controvoglia un po’ di minestra anglosassone. Chissà che nel tempo non finisca col piacervi più della nostra.</p>
<h3 id="connessioneainternet">Connessione a internet</h3>
<p>Come avrete già intuito, tutta la costruzione si regge sulla necessità di essere connessi ad Internet. Fortunatamente non è necessaria una connessione permanente, ma aiuta. Dalle impostazioni potete anche scegliere se sfruttare rete Wifi soltanto o erodere soglie di traffico cellulare. La scelta è vostra. Sfortunatamente l’<strong>impostazione di default</strong> è su Wifi <em>e rete cellulare</em>: <strong>disattivatela</strong> per non avere brutte sorprese.</p>
<h3 id="sincronizzazionedamodalitàoffline">Sincronizzazione da modalità offline</h3>
<p>Com’è raccomandato essere connessi a Internet (evidentemente necessario per sincronizzare le modifiche), ma non obbligatorio, lo stesso vale per la presenza degli scatti originali.</p>
<p>È consigliato sincronizzare Lightroom con Lightroom mobile avendo gli originali sotto mano (Raw, vero?). In assenza di essi verrà sfruttata la loro Anteprima Avanzata, se presente. Senza originali né scatti avanzati non potrete sincronizzare foto sul Web.</p>
<p>Vi dico di più: sincronizzando in modalità offline le anteprime su iPad saranno stanzialmente identiche in qualità, e la velocità di caricamento sarà discretamente maggiore.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sulla <em>modalità offline</em> potete consultare il cap. 3.1 di <em>“Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità”</em>.</p>
<h2 id="vistaamosaico">Vista a mosaico</h2>
<p>Questa prima parte dell’introduzione a Lightroom mobile non entrerà nei minimi dettagli. Cerco dunque di analizzare la struttura dell’app nelle componenti fondamentali.</p>
<p>Scompare per il momento la netta suddivisione nei moduli Libreria e Sviluppo. L’integrazione è molto maggiore. Tuttavia, volendo trovare un paragone, cliccando sull’anteprima di una delle raccolte viene aperta la vista a <strong>mosaico</strong>. Somiglia molto, per certi versi, alla vista <strong>Griglia</strong> tanto cara agli utenti Lightroom. Lo scopo del resto è analogo: presentare tutti gli scatti, con o senza informazioni aggiuntive, in uno spazio ridotto. Aggiungete un pizzico di fattore moda con i tasselli del mosaico ad altezza costante e larghezza variabile. Il piatto è pronto.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Vista a mosaico" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/3r0q0V0W2k1X/Mob-iOS-Mosaico.png" /><figcaption>Vista a mosaico</figcaption></figure>
<h3 id="sovrapposizioneinformazioni">Sovrapposizione informazioni</h3>
<p>Toccando lo schermo con due dita è possibile avanzare, ad ogni tocco, tra le diverse modalità di sovrapposizione di informazioni:</p>
<ul>
<li>Nessuna informazione</li>
<li>Distintivi miniature (immagine modificata, flag, …)</li>
<li>Riepilogo dati EXIF di scatto</li>
<li>Riepilogo data di scatto, dimensione immagine e nome del file</li>
</ul>
<h2 id="vistalentinosviluppo">Vista lentino/sviluppo</h2>
<p>Toccando una foto questa verrà aperta in una modalità simile a quella <strong>lentino</strong>, tipica di Lightroom. Sparisce di fatto la distinzione tra lentino (Libreria) e modalità di sviluppo. Tutti gli strumenti di modifica dell’immagine sono immediatamente disponibili.</p>
<p>Lightroom per desktop separa nettamente gli ambiti anche e sopratutto nel dietro le quinte: la miglior correttezza dei colori si ha solo nel modulo Sviluppo. Mancando in iOS un motore di gestione del colore, perde di significato qualunque separazione.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Vista lentino/sviluppo per la modifica e visualizzazione delle foto" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/2Y0f1c1U380w/Mob-iOS-Sviluppo.png" /><figcaption>Vista lentino/sviluppo per la modifica e visualizzazione delle foto</figcaption></figure>
<h3 id="segnalazioni">Segnalazioni</h3>
<p>Il primo vero di strumento di produttività per la <strong><em>couch mode</em></strong> (“modalità divano”, coniata dal team Adobe) è la possibilità di segnalare o rifiutare rapidamente gli scatti. In modalità lentino è infatti sufficiente trascinare il dito verso l’alto per <strong>promuovere</strong> l’immagine (rifiutata &gt; neutrale &gt; selezionata) e verso il basso per <strong>declassarla</strong> (percorso inverso).</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Selezionare una foto" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/3r3l3P2V0M3o/Mob-iOS-FlagPick.png" /><figcaption>Selezionare una foto</figcaption></figure>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Rifiutare una foto" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/070O0f0D180y/Mob-iOS-FlagReject.png" /><figcaption>Rifiutare una foto</figcaption></figure>
<p>Tutte le modifiche di stato delle segnalazioni viene immediatamente sincronizzato con il catalogo di Lightroom, se aperto sul computer. <em>Immediatamente</em>… diciamo dopo pochi secondi. Non percepirete l’immediatezza di un servizio <em>made in Google</em>, ma tutto funziona come ci aspettiamo.</p>
<p>Per quanto una gestione veramente completa dei propri Raw è ancora distante dalle possibilità di Lightroom mobile, vi assicuro che poter selezionare velocemente gli scatti con semplici gesti è non solo veloce, ma anche piacevole.</p>
<p>Viaggio molto in treno per lavoro: preferisco di gran lunga selezionare rapidamente dall’iPad piuttosto che tirar fuori il MacBook Pro dalla borsa. Tutto a patto di aver precedentemente sincronizzato le foto: dettaglio non trascurabile.</p>
<h3 id="sovrapposizioneinformazioni">Sovrapposizione informazioni</h3>
<p>Anche qui con il tocco di due dita è possibile avanzare in sequenza tra più modalità di sovrapposizione di informazioni:</p>
<ul>
<li>Nessuna informazione</li>
<li>Dati di scatto (EXIF + obiettivo + corpo macchina) ed istogramma</li>
<li>Solo dati di scatto</li>
<li>Solo istogramma</li>
</ul>
<p>Ci rendiamo subito conto di quanto assomigli la visione completa delle informazioni ad un vero e proprio Lightroom in miniatura.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Exif ed Istogramma, molto simile a quanto Lightroom ci ha abituato da anni" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/2C2G313J3L3J/Mob-iOS-ExifIstogr.png" /><figcaption>Exif ed Istogramma, molto simile a quanto Lightroom ci ha abituato da anni</figcaption></figure>
<h2 id="costo">Costo</h2>
<p>Trenta giorni prima o poi finiscono, sebben in teoria si tratti di un mese per ciascun ID Adobe collegato, e non per computer. Non vi sto suggerendo nulla di più.</p>
<p>Questi sono i <strong>piani Creative Cloud</strong> con i quali potrete assicurarvi l’uso del servizio. IVA inclusa.</p>
<ul>
<li>Programma di fotografia Photoshop (12,29€/mese IVA inclusa)</li>
<li>Creative Cloud completo, annuale (61,49€/mese IVA inclusa)</li>
<li>Creative Cloud per team e aziende, annuale (69,99€/mese IVA esclusa)</li>
<li>Creative Cloud per istruzione (19,99€/mese IVA inclusa, in offerta limitata)</li>
</ul>
<p>Potete <strong>acquistare</strong> direttamente dallo <strong><a href="http://www.adobe.com/it/products/creativecloud/buying-guide.html">store Adobe</a></strong>.</p>
<h3 id="aggiornamenti">Aggiornamenti</h3>
<p>Mi sentivo a disagio nel dedicare un paragrafo interamente ad informazioni sul come liberarsi dai propri risparmi, permettetemi una nota positiva.</p>
<p>Come riportato in “<em>Lightroom 5: Guida completa di tutte le novità</em>”, Adobe è vincolata per legge statunitense a non pubblicare aggiornamenti migliorativi oltre al rilascio x.1 (o per questa volta 5.2, non essendo mai uscita direttamente una 5.1): non possono aggiungere funzionalità, senza chiedere nuovamente soldi ai clienti, al di fuori del trimestre fiscale nel quale è stato presentato il prodotto.</p>
<p>Discorso noioso per dire che, in buona sostanza, quel che farete con l’ultimo rilascio di Lightroom 5 è né più né meno quel che potevate fare molti mesi prima con Lightroom 5.2.</p>
<p>Lightroom mobile, basandosi su sottoscrizione con pagamenti mensili, non ha questo vincolo. Adobe è quindi libera (come per gli altri software della Creative Cloud), di assecondare gli appetiti più folli di noi alpha tester e rilasciare aggiornamenti migliorativi quando voglia. Sarebbe infatti impensabile concepire un Lightroom 1.0 sostanzialmente immutato per un anno intero o più.</p>
<p>Il team Adobe sta già lavorando al prossimo aggiornamento. Non resterete delusi.</p>
<h2 id="bonus:lightroomweb">Bonus: Lightroom web!</h2>
<p>Come premio finale per coloro i quali abbiano avuto la pazienza di arrivare fino a qui, una sorpresa che potrà se non altro mitigare gli animi dei fotografi che non possiedano un iPad.</p>
<p>Adobe ha rilasciato, unitamente a Lightroom mobile, quello che tra noi chiamiamo simpaticamente <strong><em>Lightroom web</em></strong>, accessibile a <a href="http://lightroom.adobe.com"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>Come potete immaginare si tratta di una versione accessibile da browser del sistema sincronizzato di Lightroom mobile. Non si tratta di un vero sostituto: allo stato delle cose è concepito come visualizzatore e non consente di ritoccare le proprie immagini.</p>
<p>È dunque una vetrina personale, direttamente collegata a Lightroom e Lightroom mobile (mostrerà le modifiche effettuate su entrambi) che non richiede alcun intervento da parte del fotografo.</p>
<figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Vista mosaico su Lightroom web" src="https://i0.wp.com/cl.ly/image/2W1v0f2Y440s/Mob-Web-Mosaico.png" /><figcaption>Vista mosaico su Lightroom web</figcaption></figure>
<p>Nessuna sincronizzazione manuale, nessun servizio di pubblicazione. Viene mostrata l’ultima istantanea degli scatti sincronizzati.</p>
<p>Trattandosi di un sito web, non di un’App per dispositivi mobili, ancor meno di un software per computer, segue dinamiche di aggiornamenti e correzioni ancora più rapide. Non stupitevi di svegliarvi la mattina seguente con nuove funzionalità immediatamente disponibili. È un giardino felice molto meno regolamentato.</p>
<p>A seguire la parte II con gli approfondimenti.</p>
<p><em>Alla prossima.</em></p>
<hr />
<p><strong>Aggiornamento del 17/04/2014:</strong> l’impostazione di default per la sincronizzazione adesso comprende l’uso della rete cellulare.</p>The post <a href="https://www.paoloavezzano.com/risoluto/2014/04/introduzione-a-lightroom-mobile-parte-i/">Introduzione a Lightroom mobile – parte I</a> first appeared on <a href="https://www.paoloavezzano.com/risoluto">Risoluto</a>.]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Perché non convertire i Raw in DNG</title>
		<link>https://www.paoloavezzano.com/risoluto/2013/06/perche-non-convertire-i-raw-in-dng/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Avezzano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 08:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[Camera Raw]]></category>
		<category><![CDATA[DNG]]></category>
		<category><![CDATA[Lightroom]]></category>
		<category><![CDATA[Raw]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paoloavezzano.com/risoluto/?p=113</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molti articoli vi spiegano come e perché convertire i vostri file Raw nel formato (quasi) standard DNG. Alcuni vantaggi sono evidenti. Vado controcorrente provando a spiegarvi per quali motivi non abbracciare il formato Adobe. Non ancora. Non sempre. Dimensione Ma come, non è proprio un vantaggio del DNG la maggior compressione, senza perdita, dei dati, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti articoli vi spiegano come e perché convertire i vostri file Raw nel formato <em>(quasi)</em> standard DNG. Alcuni vantaggi sono evidenti. Vado controcorrente provando a spiegarvi per quali motivi <em>non</em> abbracciare il formato Adobe. Non ancora. Non sempre.</p>
<p><span id="more-113"></span></p>
<h3 id="dimensione">Dimensione</h3>
<p>Ma come, non è proprio un vantaggio del DNG la maggior compressione, senza perdita, dei dati, ed il conseguente risparmio su spazio su disco? Sì e no. Quando Adobe afferma di riuscire a <strong>comprimere</strong> fino al 40% dello spazio originale si riferisce a condizioni particolarmente favorevoli, a partire da file Raw non compressi.</p>
<p>Esperienza comune ci dimostra che il guadagno tipico è nell’ordine del 5–15%, soprattutto partendo da negativi compressi, quali i .NEF della Nikon.</p>
<p>Un fenomeno che non tutti potrebbero aver incontrato è il processo opposto: l’<strong>aumento del peso</strong> dei file. Ebbene sì, in alcune situazioni il DNG spreca spazio, e non poco. Per quanto lato reflex io sia abbastanza fortunato, non posso dire altrettanto sul fronte della compatta, una <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0089BUVG0/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=B0089BUVG0&amp;linkCode=as2&amp;tag=paolavez-21"><strong>Sony DSC-RX100</strong></a>.</p>
<p>Questa, infatti, comprime già molto bene i propri .ARW, tanto bene che generalmente il passaggio a .DNG va ad <strong><em>incrementare</em> del 10%</strong> la dimensione del file.</p>
<p>Come se non bastasse anche la sensibilità dello scatto entra in gioco in modo preponderante. Già perché <strong>alte sensibilità</strong> comportano molto spesso una figura di rumore che, in fase di conversione al formato DNG, va a rendere più complessa la compressione dei dati. Anche qui l’esperienza comune ci corre incontro. Vi sarà certamente capitato di comprimere immagini pulite, con pochi dettagli, e di metterle a confronto con texture molto più complesse. Il peso delle seconde supera sempre e di molto quello delle prime.</p>
<p>Visto che ci siamo tiriamo nuovamente in ballo la compatta premium Sony. Facendo lo stesso test sul peso del file a valori di sensibilità elevati (ISO 1600 &#8211; 3200) è facile riscontrare un <strong>aumento</strong> della dimensione nell’ordine <strong>del 30–40%</strong>.</p>
<p>Si dirà, e mi è stato detto, che la scelta del <strong>formato di archiviazione</strong> dei file non può essere influenzato da un aumento della dimensioni dei file. Vero. Per la decina di foto scattate alla festa con gli amici intimi. Meno vero dovendo acquistare il 20–40% in più degli Hard Disk in caso di stoccaggio di maggior entità.</p>
<h3 id="sovrascritturadelloriginale">Sovrascrittura dell’originale</h3>
<p>Lavorare con i file Raw proprietari comporta tener fede ad un principio inderogabile: <em>il negativo non si tocca</em>. Lo si guarda, lo si ammira, vi si basano modifiche che finiscono tutte riportate su un foglio di carta separato, chiamato <strong>file .xmp</strong> fuor di metafora.</p>
<p>Questo leggerissimo supporto pesa una frazione minima rispetto alla foto, migliaia di volte di meno. <strong>Salvare una modifica</strong> su disco significa sovrascrivere un microscopico file di testo, perché di questo si tratta. Indolore.</p>
<p>Cambiamo scenario. Stiamo lavorando su file DNG, che contengono al loro interno tanto la foto vera e propria quanto le annotazioni relative allo sviluppo. Salvando le modifiche andiamo ad <strong>alterare <em>tutto</em></strong> il file.</p>
<p>Certo, i DNG hanno un hash per verificare (eventualmente a danno avvenuto) che l’immagine sia integra. Certo, la <strong>corruzione</strong> dei file è un evento piuttosto raro. Tuttavia state modificando il file originale direttamente, e non a tutti gradiscono la cosa. Io no.</p>
<h3 id="softwaredibackuppocoefficienti">Software di backup poco efficienti</h3>
<p>Alcune soluzioni di backup, soprattutto in ambito Windows dove il protocollo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rsync"><strong>Rsync</strong></a> non è presente di default, sfruttano un approccio piuttosto brutale in caso di rilevamento di una modifica al file: creano una nuova <strong>copia completa</strong> del file sovrascrivendo quella già presente. Il risultato finale è identico, quello che cambia sono i tempi di trasferimento.</p>
<p>Tenuto conto del fatto che la porzione di informazioni modificate potrebbe aggirarsi nell’ordine dei millesimi del peso complessivo, la copia dell’intero DNG, in questi casi, può richiedere un tempo decine o centinaia di volte superiore rispetto al necessario.</p>
<p>Fintanto che il <strong>trasferimento</strong> avvenga in locale su connessioni molto veloci il problema spesso non sussiste; ragionando in ottica di backup <em>offsite</em> (remoto, su Internet) l’attesa ideale di qualche secondo può tramutarsi in ore o giornate. Fa differenza.</p>
<h3 id="adobetroppoallavanguardia">Adobe troppo all’avanguardia</h3>
<p>DNG non è ancora un vero <strong>standard</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_internazionale_per_la_normazione"><strong>ISO</strong></a>. L’Organismo deputato segue infatti tempistiche lunghe, se non eccessive. La conseguenza diretta è che la versione di specifiche per le quali è stata richiesta la ratifica a standard, è ormai piuttosto datata. Non obsoleta, per carità.</p>
<p>Adobe, d’altro canto, non ha certo frenato lo sviluppo del DNG, essendo implicitamente legato alle possibilità di manipolazione delle foto. I clienti pretendono nuove funzioni e, ogni dieci richieste, due o tre di queste necessiterebbero l’aggiornamento di DNG.</p>
<p>L’attuale specifica in <strong>versione 1.4</strong> è già molto più recente di quella presentata all’ISO (1.2, maggio 2008), di quella adottata da alcuni produttori di fotocamere e dai sistemi operativi. Se non vi ricordate di creare/esportare un DNG con compatibilità per “<em>Versione Camera Raw 4.6 e successive</em>”, correte il rischio di generare immagini troppo moderne per essere gestite correttamente al di fuori del giardino di Adobe.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Per queste ed altre ragioni, in disaccordo con alcuni colleghi, mi sento di sconsigliarvi la migrazione <em>globale</em> dei vostri scatti. Trovo invece molto più ragionevole un approccio selettivo per le sole foto meno rilevanti. Ad un prossimo aggiornamento.</p>The post <a href="https://www.paoloavezzano.com/risoluto/2013/06/perche-non-convertire-i-raw-in-dng/">Perché non convertire i Raw in DNG</a> first appeared on <a href="https://www.paoloavezzano.com/risoluto">Risoluto</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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