L’amore divino che ispira, dirige e corregge il cambiamento e sconfigge la paura umana di lasciare il “sicuro” per rilanciarci nel “mistero”. In realtà, l’obiettivo dell’attuale riforma è che «le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato all’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. Saranno essi, un giorno, a giudicarci: bene, se avremo dato loro basi solide per creare nuovi incontri di civiltà; male, se avremo lasciato loro solo dei miraggi e la desolata prospettiva di nefasti scontri di inciviltà. Tutto questo ha una particolare valenza nel nostro tempo, perché quella che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca. Le Beatitudini: significa avere imparato dal Signore e dalla vita dov’è la gioia vera, quella che il Signore ci dona, e saper discernere dove trovarla e farla trovare agli altri, senza sbagliare strada. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,34-35). VIA LEGNONE, 4 - 20158 MILANO | TEL: 02-896584.50 | E-MAIL: [email protected] | C.F. La memoria non è statica, è dinamica. La corsa agli armamenti, l’estensione delle proprie zone di influenza, le politiche aggressive a discapito degli altri non porteranno mai stabilità. La vita cristiana, in realtà, è un cammino, un pellegrinaggio. Non bisogna privilegiare gli spazi di potere rispetto ai tempi, anche lunghi, dei processi. Come mai non si scuote? Questa è l’illusione dell’equilibrio della gente “di Chiesa” tra virgolette; e io credo – l’ho detto non ricordo dove – che lì è incominciato il clericalismo: “Congeda la gente, che se ne vadano, e noi mangeremo quello che abbiamo”. E nel Vangelo, nei libri cristiani, quale pensi tu che sia un testo che possa aiutarci tanto?”. [14] Cfr Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale della Pastorale delle Grandi Città, 27 novembre 2014. Questo evento ha raccolto il messaggio lanciato, un anno prima, a Roma nel Congresso internazionale sullo stesso tema, a cui avevo dato tutto il mio appoggio ed incoraggiamento. La pace sia con voi! Come alimentare una fratellanza non teorica, che si traduca in autentica fraternità? Anche quest’anno il Signore ci offre l’occasione di incontrarci per questo gesto di comunione, che rafforza la nostra fraternità ed è radicato nella contemplazione dell’amore di Dio rivelatosi nel Natale. Nessuno può cambiare la propria vita, sottolinea, se non vede un orizzonte. Ed agli auguri aggiungo la riconoscenza per la dedizione quotidiana che offrite al servizio della Chiesa. [10] Intervista rilasciata a P. Antonio Spadaro: La Civiltà Cattolica,19 settembre 2013, 468. E quando lo trovano, ecco che la fede fiorisce, mette radici, si innesta nella vigna che è la Chiesa da cui riceve la linfa della vita dello Spirito. Se la Chiesa non fa questi passi, rimarrà ferma, perché non sa ascoltare con il cuore. Ciò fu sottolineato da Benedetto XVI quando, indicendo l’Anno della Fede (2012), scrisse: «Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra più essere così in grandi settori della società, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone»[15]. È quanto, analogamente, si potrebbe dire anche nel nostro caso: non una nuova Curia romana, ma piuttosto una nuova epoca. Anche l’educazione avviene nella relazione, nella reciprocità. Humanam progressionem). Terenzio, Heautontimorumenos I, 1, 25. E richiede pazienza, attesa»[10]. Non so… ognuno ha il proprio. È il messaggio che ti fa vivere, il messaggio della novità… A me sempre ha aiutato pensare che anche alla gente pagana o agnostica, le Beatitudini arrivano. MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2019 «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8, 19) Cari fratelli e sorelle, Anzi, poiché rischiate di fare molti danni – direbbe Gesù – sarebbe meglio che spariste, buttandovi nel fondo del mare”. Da Napoli il Papa lancia un forte appello per una teologia dell'accoglienza basata sul dialogo e sull'annuncio e che contribuisca a costruire una società fraterna fra i popoli del Mediterraneo. Paura invece di coraggio? Grazie! Riprendiamo il discorso di Firenze che, con la Evangelii gaudium, è il piano per la Chiesa in Italia ed è il piano per questa Chiesa di Roma. L’indifferenza, infatti, non guarda al domani; non bada al futuro del creato, non ha cura della dignità del forestiero e dell’avvenire dei bambini. Questo sarebbe guardare a noi, tornare a guardarci all’interno. ap postsin. Vi prego, non scandalizziamo i piccoli offrendo lo spettacolo di una comunità presuntuosa... Vi invito a visitare l’Elemosineria Apostolica: lì, il Cardinale Krajewski, che è un po’ “diavoletto”, ha messo una fotografia che ha fatto un giovane fotografo di Roma, artista: c’è l’uscita di un ristorante, d’inverno, esce una signora di una certa età, quasi anziana, con la pelliccia, il cappello, i guanti, elegantissima la signora, solo guardando tu senti l’odore del profumo francese, tutto perfetto…, e ai piedi della porta, sul pavimento, un’altra donna, vestita di stracci, che tende la mano; e quella signora elegante guarda dall’altra parte. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo» (Enc. Evangelii gaudium, 27). Tu sei il centro e la vita di tutti quelli che cambiano, che confidano in te come loro Padre, che guardano a te e che sono contenti di mettersi nelle tue mani. Le Beatitudini sono un messaggio cristiano, ma anche umano. Nella Evangelii gaudium ho sottolineato che sono proprio i contesti urbani i luoghi dove viene prodotta una nuova cultura: nuovi racconti, nuovi simboli, nuovi paradigmi, nuovi linguaggi, nuovi messaggi (cfr n. 73). Anch’egli si chiedeva se l’Italia fosse ancora un Paese cattolico (cfr Prolusione alla VIII Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, 22 settembre 1958, in Discorsi e Scritti milanesi 1954-1963, vol. [6] In una sua preghiera Newman affermava: «Non c’è nulla di stabile, al di fuori di te, o mio Dio. Storie di vite esemplari, significative di quello che vive la maggioranza delle persone. Tra loro, anche molti cristiani, la cui presenza nella regione risale addietro nei secoli, hanno trovato opportunità e portato un contributo significativo alla crescita e al benessere del Paese. Non ha nessun interesse personale da difendere, questo buon pastore: l’unica preoccupazione è che nessuno si perda. Le religioni siano voce degli ultimi, che non sono statistiche ma fratelli, e stiano dalla parte dei poveri; veglino come sentinelle di fraternità nella notte dei conflitti, siano richiami vigili perché l’umanità non chiuda gli occhi di fronte alle ingiustizie e non si rassegni mai ai troppi drammi del mondo. Chi è senza umiltà e disprezza non sarà mai un buon evangelizzatore, perché non vedrà mai al di là delle apparenze. E San Clemente d’Alessandria scrive: «Per questo lui [Cristo] è disceso, per questo rivestì l’umanità, per questo patì volontariamente ciò che è degli uomini, affinché, dopo essersi misurato con la debolezza di noi che egli amò, potesse in cambio misurare noi con la sua potenza»[2]. Mohamed Abdel Salam, già consigliere del Grande Imam. Considerando tanta benevolenza e tanto amore, lo scambio degli auguri natalizi è altresì un’occasione per accogliere nuovamente il suo comandamento: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Vari interrogativi, tuttavia, si impongono: come custodirci a vicenda nell’unica famiglia umana? Questa è la strada. Vorrei qui ribadire la convinzione della Chiesa Cattolica: «Non possiamo invocare Dio come Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio»[3]. Mons. Dobbiamo prendere lo squilibrio tra le mani: questo è quello che il Signore ci dice, perché il Vangelo – credo che mi capirete – è una dottrina “squilibrata”. Mi ha ispirato una frase, non so di chi, che diceva che quando il missionario arriva in un posto già c’è lo Spirito Santo lì che lo aspetta. Il Vangelo è così. 584. Il disinteresse per sé stessi è la condizione necessaria per poter essere pieni di interesse per Dio e per gli altri, per poterli ascoltare davvero. Mi fermo un po’ su questo. Chi cerca la propria gloria, come potrà riconoscere e accogliere Gesù nei piccoli che gridano a Dio? Siamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali; costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza. Con questo atteggiamento si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia. Questa è l’ispirazione di questo documento. Non scandalizziamo i piccoli. “Che bello, quel discorso! Non si può onorare il Creatore senza custodire la sacralità di ogni persona e di ogni vita umana: ciascuno è ugualmente prezioso agli occhi di Dio. L’educazione – in latino indica l’estrarre, il tirare fuori – è portare alla luce le risorse preziose dell’animo. Andate a vederla. ... PAPA FRANCESCO ANGELUS 10 NOVEMBRE 2019 HD … La storia biblica è tutta un cammino, segnato da avvii e ripartenze; come per Abramo; come per quanti, duemila anni or sono in Galilea, si misero in cammino per seguire Gesù: «E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono» (Lc 5,11). San Paolo VI affermò: «Evangelizzare è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. [7] Cfr. Come comunità cristiane, sottolinea il Papa, dobbiamo porci questa domanda: “Se questi fratelli e sorelle hanno già scontato la pena per il male commesso, perché si pone sulle loro spalle un nuovo castigo sociale con il rifiuto e l’indifferenza”? È un’insidia che minaccia tutti gli aspetti della vita, perfino la più alta e innata prerogativa dell’uomo, ossia l’apertura al trascendente e la religiosità. Da uomini, e ancor più da fratelli, ricordiamoci a vicenda che niente di ciò che è umano ci può rimanere estraneo[7]. Quel grido è un grido che spesso anche noi non ascoltiamo o che facilmente dimentichiamo. Grazie. E hanno cercato la maniera di “risistemare” le cose: si sono avvicinati al Signore e hanno detto: “Signore, congedali, perché il posto è deserto: che vadano a comprarsi da mangiare”, nella pianura deserta. [Lettura di Matteo 18,1-14] Papa Francesco: Perché? L’umanità chiama, interpella e provoca, cioè chiama a uscire fuori e a non temere il cambiamento. [12] Cfr Discorso alla Curia, 22 dicembre 2016. Analizzando la realtà di molte carceri, il Pontefice sottolinea che spesso si segue una logica controproducente: Molte volte la società, mediante decisioni legaliste e disumane, giustificate da una presunta ricerca del bene e della sicurezza, cerca nell’isolamento e nella detenzione di chi agisce contro le norme sociali, la soluzione ultima ai problemi della vita di comunità. È un’immagine che richiama il racconto del diluvio primordiale, presente in diverse tradizioni religiose. Quella fotografia si chiama indifferenza. Investire sulla cultura favorisce una decrescita dell’odio e una crescita della civiltà e della prosperità. È proprio questa esigenza di integralità a riproporre oggi a noi l’umanità che ci accomuna in quanto figli di un unico Padre. La medicina, per definizione, è servizio alla vita umana, e come tale essa comporta un essenziale e irrinunciabile riferimento alla persona nella sua integrità spirituale e materiale, nella sua dimensione individuale e sociale: la medicina è a servizio dell’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo. Categorie Papa Francesco | 25 Gennaio 2019. La nuova cultura, marcata da fattori di convergenza e multimedialità, ha bisogno di una risposta adeguata da parte della Sede Apostolica nell’ambito della comunicazione. Occorre capirli; trovarli e capirli. Redistribuiamo il cibo ancora buono dandogli di nuovo valore. Il cambiamento, in questo caso, assumerebbe tutt’altro aspetto: da elemento di contorno, da contesto o da pretesto, da paesaggio esterno… diventerebbe sempre più umano, e anche più cristiano. Montini. [18] San Paolo VI, circa cinquant’anni fa, presentando ai fedeli il nuovo Messale Romano, richiamò l’equazione fra la legge della preghiera (lex orandi) e la legge della fede (lex credendi) e descrisse il Messale come “dimostrazione di fedeltà e vitalità”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa). Affrontando oggi il tema del cambiamento che si fonda principalmente sulla fedeltà al depositum fidei e alla Tradizione, desidero ritornare sull’attuazione della riforma della Curia romana, ribadendo che tale riforma non ha mai avuto la presunzione di fare come se prima niente fosse esistito; al contrario, si è puntato a valorizzare quanto di buono è stato fatto nella complessa storia della Curia. L’ultimo tratto del cuore, necessario per ascoltare il grido e per evangelizzare, è avere sperimentato le Beatitudini. Possa la Chiesa, spiega il Papa, imparare la maternità da queste donne e apprendere i gesti di maternità che dobbiamo avere per questi fratelli e sorelle che sono detenuti. L’Evangelii gaudium è un aggiornamento, un’imitazione dell’Evangelii nuntiandi per l’oggi, ma la forza è il primo. Concludendo la sua riflessione affermò: «Non diciamo dunque “nuova Messa”, ma piuttosto “nuova epoca” della vita della Chiesa» (Udienza generale del 19 novembre 1969). DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO ALLA CURIA ROMANA PER GLI AUGURI DI NATALE. Noi dobbiamo avviare processi e non occupare spazi: «Dio si manifesta in una rivelazione storica, nel tempo. Saluto cordialmente le Autorità civili e religiose e il Corpo diplomatico. Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale della Pastorale delle Grandi Città. Permettetemi anche un grazie sincero per la calorosa accoglienza che tutti hanno riservato a me e alla nostra delegazione. E aggiunge: «Questo è il tempo dell’innocenza, della purezza, della dolcezza, della gioia, della pace»[4]. E passano tutto il tempo a pettinarle. Per il Pontefice è necessario un cambio di mentalità per vedere prima di tutto come persone coloro che commettono reati: Oggi, in modo particolare, le nostre società sono chiamate a superare la stigmatizzazione di chi ha commesso un errore poiché, invece di offrire l’aiuto e le risorse adeguate per vivere una vita degna, ci siamo abituati a scartare piuttosto che a considerare gli sforzi che la persona compie per ricambiare l’amore di Dio nella sua vita. È con questo spirito che, non solo qui, ma in tutta l’amata e nevralgica regione mediorientale, auspico opportunità concrete di incontro: società dove persone di diverse religioni abbiano il medesimo diritto di cittadinanza e dove alla sola violenza, in ogni sua forma, sia tolto tale diritto. Al Salamò Alaikum! La rigidità che nasce dalla paura del cambiamento e finisce per disseminare di paletti e di ostacoli il terreno del bene comune, facendolo diventare un campo minato di incomunicabilità e di odio. Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia. No. Così facendo, mentre si promuove la libertà fondamentale di professare il proprio credo, esigenza intrinseca alla realizzazione stessa dell’uomo, si vigila anche perché la religione non venga strumentalizzata e rischi, ammettendo violenza e terrorismo, di negare sé stessa. In altri casi non è lecito. Chi siamoCosa facciamoCome aiutarciTermini e condizioniInformativa PrivacyCookie Policy, per il sostegno alle attività della Fondazione Banco Alimentare ONLUS, COPYRIGHT © 2014 FONDAZIONE BANCO ALIMENTARE ONLUS. Per Newman il cambiamento era conversione, cioè un interiore trasformazione[7]. Solo chi segue Gesù per questa strada dell’umiltà e si fa piccolo può davvero contribuire alla missione che il Signore ci affida. Ci toglieremo i sandali, ci veleremo il volto e diremo a Dio il nostro “sì”: Ti seguiamo mentre scendi in mezzo al popolo, per ascoltare il grido dei poveri. La vera religiosità consiste nell’amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come sé stessi. Secondo uno scrittore moderno, «chi mente a sé stesso e ascolta le proprie menzogne, arriva al punto di non poter più distinguere la verità, né dentro di sé, né intorno a sé, e così comincia a non avere più stima né di se stesso, né degli altri»[5]. La fede, la fiducia, il coraggio. Abbiamo sentito [negli interventi precedenti] gli squilibri della città, lo squilibrio dei giovani, degli anziani, delle famiglie… Lo squilibrio dei rapporti con i figli… Oggi siamo stati chiamati a reggere lo squilibrio. Guai a quelli che guardano dall’alto in basso per disprezzare i piccoli, anche quando i loro stili di vita, i modi di ragionare fossero lontanissimi dal Vangelo; nulla giustifica il nostro disprezzo. «E il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi» (Gv 1,14). Restituiamola alla sua miserevole crudezza. L’indifferenza impedisce di vedere la comunità umana oltre i guadagni e il fratello al di là del lavoro che svolge. Ciascun credo è chiamato a superare il divario tra amici e nemici, per assumere la prospettiva del Cielo, che abbraccia gli uomini senza privilegi e discriminazioni. 1) Esercitare uno sguardo contemplativo sulla vita delle persone che abitano la città. Un approccio alla realtà che tende a privilegiare l’immagine rispetto all’ascolto e alla lettura influenza il modo di imparare e lo sviluppo del senso critico» (Esort. Ma lo Spirito Santo non capisce l’equilibrio, non lo capisce. Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975), 14. DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCOALLA CURIA ROMANA PER GLI AUGURI DI NATALE. Tenete bene nella mente e nel cuore che, quando il Signore vuole convertire la sua Chiesa, cioè renderla più vicina a Sé, più cristiana, fa sempre così: prende il più piccolo e lo mette al centro, invitando tutti a diventare piccoli e a “umiliarsi” – dice letteralmente il testo evangelico – per diventare piccoli, così come ha fatto Lui, Gesù. "Indipendentemente dai crimini commessi e dalle pene inflitte - ha affermato il porporato - i carcerati rimangono sempre fratelli e sorelle da accompagnare". Il nostro essere insieme oggi sia un messaggio di fiducia, un incoraggiamento a tutti gli uomini di buona volontà, perché non si arrendano ai diluvi della violenza e alla desertificazione dell’altruismo. Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni altri Dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione. Lo stesso chiedo a voi stasera, indirizzandovi in particolare a una parte del secondo capitolo dell’Evangelii gaudium, quello delle sfide all’evangelizzazione, le sfide della cultura urbana: i numeri che vanno dal 61 al 75. Li do di cuore perché servano a tutta la comunità. E dal cielo benedice ogni passo che, su questa strada, si compie sulla terra. Perché per essere un sinodo – e questo vale anche per voi [come assemblea diocesana] – ci vuole lo Spirito Santo; e lo Spirito Santo dà un calcio al tavolo, lo butta e incomincia daccapo. Nemico della fratellanza è l’individualismo, che si traduce nella volontà di affermare sé stessi e il proprio gruppo sopra gli altri. Solo uno sviluppo integrale e coeso dispone un futuro degno dell’uomo. Adesso sono più curati perché, siccome manca il lavoro e l’anziano ha la pensione, lo curano meglio, l’anziano… Ma fate parlare i vecchi: non per diventare antiquati, no, per avere l’odore delle radici e potere andare avanti radicati. Incoraggio a proseguire su questa strada, affinché quanti qui vivono o sono di passaggio conservino non solo l’immagine delle grandi opere innalzate nel deserto, ma di una nazione che include e abbraccia tutti. La prima si riferisce alle finestre presenti nelle prigioni. Lasciare l’orgoglio, essere umili, lasciare questo benessere, questo interesse per sé stessi. Legata a questo difficile processo storico, c’è sempre la tentazione di ripiegarsi sul passato (anche usando formulazioni nuove), perché più rassicurante, conosciuto e, sicuramente, meno conflittuale. Oggi ho incontrato in Vaticano cinquecento Rom e ho sentito cose dolorose. Ma nella città c’è anche tanto bene, perché ci sono luoghi positivi, luoghi fecondi: lì dove i cittadini si incontrano e dialogano in maniera solidale e costruttiva, ecco che si crea «un tessuto connettivo dove persone e gruppi condividono diverse modalità di sognare la vita, immaginari simili, e si costituiscono nuovi settori umani, territori culturali invisibili» (ibid.). E tanti smettono di essere pastori di pecore per diventare “pettinatori” di pecore squisite. Noi, con questa tecnologia del virtuale, rischiamo di perdere il radicamento, le radici, di diventare sradicati, liquidi – come diceva un filosofo – oppure, come piace piuttosto dire a me, gassosi, senza consistenza, perché non siamo radicati e abbiamo perso il succo delle radici per crescere, per fiorire, per dare frutti. Rivolgiamoci a lei prima della benedizione. Desidero perciò esprimere apprezzamento per l’impegno di questo Paese nel tollerare e garantire la libertà di culto, fronteggiando l’estremismo e l’odio. Alle ore 19 di questa sera, il Santo Padre Francesco si è recato nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano per l’incontro con la Diocesi di Roma. Possa la nostra preghiera – ognuno secondo la propria tradizione – aderire pienamente alla volontà di Dio, il quale desidera che tutti gli uomini si riconoscano fratelli e vivano come tali, formando la grande famiglia umana nell’armonia delle diversità»[6]. E se nemico della fratellanza era l’individualismo, vorrei additare quale ostacolo allo sviluppo l’indifferenza, che finisce per convertire le realtà fiorenti in lande deserte. Ricordando che le Chiese locali accompagnano pastoralmente con numerose iniziative i detenuti, il Papa auspica infine che l’amore del Signore accresca “il ministero di speranza” nelle carceri. Quindi il primo sentimento da avere nel cuore, per sapere ascoltare, è l’umiltà e il guardarsi bene dal disprezzare i piccoli, chiunque essi siano, giovani affetti da orfanezza o finiti nel tunnel della droga, famiglie provate dalla quotidianità o sfasciate nelle relazioni, peccatori, poveri, stranieri, persone che hanno perso la fede, persone che non hanno mai avuto la fede, anziani, disabili, giovani che cercano il pane nell’immondizia, come abbiamo sentito… Guai a chi guarda dall’alto in basso e disprezza i piccoli. Papa Francesco all’Angelus: ‘Viviamo un tempo ricco di conoscenze scientifiche e povero di vita eterna! La nascita di Cristo è essa stessa una “alleanza d’amore” stipulata per sempre tra Dio e l’uomo»[1]. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma Angelo De Donatis. Il nome di Newman ci ricorda anche una sua ben nota affermazione, quasi un aforisma, rintracciabile nella sua opera Lo sviluppo della dottrina cristiana, che storicamente e spiritualmente si colloca al crocevia del suo ingresso nella Chiesa Cattolica. Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. Il tempo inizia i processi, lo spazio li cristallizza. Il popolo sapeva che non avevano autorità: scandalizzavano. Oltre alle capacità professionali, vi recano la genuinità della loro fede. [4] Cfr Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale per la Pace, Al-Azhar Conference Centre, Il Cairo, 28 aprile 2017. Cioè l'atteggiamento missionario. Forse uno di voi, non ricordo chi, mi diceva che non voleva incensare: ma fra noi ci sono tanti “liturgisti” sbagliati che non hanno imparato a incensare bene: invece di incensare il Signore, incensano sé stessi e vivono così. Alle persone fragili, ferite dalla vita o dal peccato, ai piccoli che gridano a Dio possiamo e dobbiamo offrire la vita delle Beatitudini che anche noi abbiamo sperimentato, cioè la gioia dell’incontro con la misericordia di Dio, la bellezza di una vita comunitaria di famiglia dove si è accolti per quello che si è, delle relazioni davvero umane piene di mitezza. La coerenza dei compiti affidati a questo Dicastero è sinteticamente richiamata dall’esordio del Motu Proprio Humanam progressionem che lo ha istituito: «In tutto il suo essere e il suo agire, la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo. Nella preparazione al Natale, abbiamo ascoltato le prediche sulla Santa Madre di Dio. Purtroppo - osserva Francesco - a volte “non siamo coscienti del … Se l’orgoglio e la presunta superiorità morale non ci ottundono l’udito, ci renderemo conto che sotto il grido di tanta gente non c’è altro che un gemito autentico dello Spirito Santo. Possiamo raccogliere queste storie di vita interrogando con amicizia i genitori dei bambini e dei ragazzi, o andando a trovare gli anziani, o intervistando i giovani a scuola, d’intesa con i loro insegnanti. Gli ho detto subito: “Le Beatitudini”. Qui, di fatto, Gesù non ci chiede di amare Lui come risposta al suo amore per noi; ci domanda, piuttosto, di amarci l’un l’altro con il suo stesso amore. Ubicumque et semper, 17 ottobre 2010. Non si può, dunque, credere in Dio e non cercare di vivere la giustizia con tutti, secondo la regola d’oro: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti» (Mt 7,12). Se crediamo nell’esistenza della famiglia umana, ne consegue che essa, in quanto tale, va custodita. Lascia le novantanove al sicuro e si mette a cercare chi si è smarrito. Sof 3-14-15), cioè “ti ha perdonato, non sei colpevole, ha dimenticato” le tue colpe. Rammento l’espressione enigmatica, che si legge in un famoso romanzo italiano: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa). a tutti voi il mio cordiale benvenuto. Ho menzionato gli anziani: per favore, non dimenticateli. Il male è spesso sotto gli occhi di tutti: «cittadini a metà, non cittadini, avanzi urbani» (ibid., 74), perché ci sono persone che non accedono alle stesse possibilità di vita degli altri e che vengono scartate; segregazione, violenza, corruzione, criminalità, traffico di droga e di esseri umani, abuso dei minori e abbandono degli anziani. [8] Cfr J. M. Bergoglio, Messaggio quaresimale ai sacerdoti e consacrati, 21 febbraio 2007, in Nei tuoi occhi è la mia parola, Milano, 2016, 501. Le religioni hanno anche il compito di ricordare che l’avidità del profitto rende il cuore inerte e che le leggi dell’attuale mercato, esigendo tutto e subito, non aiutano l’incontro, il dialogo, la famiglia, dimensioni essenziali della vita che necessitano di tempo e pazienza. Non cadiamo nell’indifferenza. Lo vediamo in alcuni movimenti pelagiani o in alcuni movimenti esoterici, o gnostici, che oggi ci sono tra noi: tutti inciampano, tutti, sono incapaci di andare verso un orizzonte, vanno un po’ avanti per tornare su sé stessi; sono le proposte egocentriche. Prendete le Beatitudini: meritano il premio Nobel dello squilibrio! Si attua nel servire i più deboli ed emarginati, in particolare i migranti forzati, che rappresentano in questo momento un grido nel deserto della nostra umanità. Anche lo sviluppo, tuttavia, ha i suoi avversari. San Paolo VI affermò che «lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Roma è un po’ lontana dal mare, ma si può dire: “Vatte a butta’ ner Tevere”. San Giovanni Paolo II osserva che la responsabilità degli operatori sanitari «è oggi enormemente accresciuta e trova la sua ispirazione più profonda e il suo sostegno più forte proprio nell’intrinseca e imprescindibile dimensione etica della professione sanitaria, come già riconosceva l’antico e sempre attuale giuramento di Ippocrate, secondo il quale ad ogni medico è chiesto di impegnarsi per il rispetto assoluto della vita umana e della sua sacralità» (Enc. Ringrazio di cuore Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum e il Dottor Ahmad Al-Tayyib, Grande Imam di Al-Azhar, per le loro parole. Questo il bellissimo discorso che Papa Francesco ha rivolto ai membri e ai volontari della Federazione Europea dei Banchi Alimentari il 18 maggio 2019: Tags: Le notizie Pubblicato il 26.06.2019 Non siamo più in un regime di cristianità perché la fede – specialmente in Europa, ma pure in gran parte dell’Occidente – non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi spesso viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata. Il Signore non prende un bambino perché è più innocente o perché è più semplice, ma perché sotto i 12 anni i bambini non avevano nessuna rilevanza sociale, in quel tempo. Infatti, «la nascita di Cristo – ha scritto un mistico del nostro tempo – è la testimonianza più forte ed eloquente di quanto Dio abbia amato l’uomo. Abbiamo pertanto bisogno di un cambiamento di mentalità pastorale, che non vuol dire passare a una pastorale relativistica. Una convivenza fraterna, fondata sull’educazione e sulla giustizia; uno sviluppo umano, edificato sull’inclusione accogliente e sui diritti di tutti: questi sono semi di pace, che le religioni sono chiamate a far germogliare. Questo è il suo segreto, e per questo è andato avanti. Saluto cordialmente anche il Signore Abd Al-Fattah Al-Sisi, Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, terra di Al-Azhar. Dice così: «Qui sulla terra vivere è cambiare, e la perfezione è il risultato di molte trasformazioni»[5]. È confortante constatare come in questo Paese non si investa solo sull’estrazione delle risorse della terra, ma anche su quelle del cuore, sull’educazione dei giovani. Nelle grandi città abbiamo bisogno di altre “mappe”, di altri paradigmi, che ci aiutino a riposizionare i nostri modi di pensare e i nostri atteggiamenti: Fratelli e sorelle, non siamo nella cristianità, non più!
Figlio Di Creusa E Xuto, La Vasca Di Betesda, 1 Agosto 2020, Rifugio Città Di Mantova Sentiero, Dottoressa Fantozzi Neuromed, Frasi Palindrome Inglesi, Quando E San Fabio, Demet özdemir Italia, Nati Per Stare Insieme Segni Zodiacali, App Per Smart Tv Lg,