La cultura razionalistica si pone in termini di opposizione con quella magico-primitiva determinando una situazione di stallo, con un messaggio, alla fine dell'opera, che è in effetti un non-messaggio privo di soluzioni. Edipo diventa dunque marito di Giocasta e re di Tebe, sostituendo il re Laio che è stato di recente ucciso; ma sulla città si abbatte una pestilenza inarrestabile che falcia gli abitanti. In quel momento appare Edipo accompagnato da un canto pietoso del coro, che afferma di aver compiuto quell'atto perché nulla ormai, a lui che è maledetto, può più essere dolce vedere. Poi ha inizio la rappresentazione del mito, per giungere infine nel mondo attuale, dove vaga, cieco, accompagnato da Angelo. Rimane la parte della profezia riguardante sua madre, così Edipo chiede notizie di lei: il messo, per rassicurarlo pienamente, gli dice che non c'è pericolo che egli possa generare figli con la propria madre poiché i sovrani di Corinto non sono i suoi genitori naturali, in quanto Edipo era stato adottato. Altra severa reazione della critica nei confronti del cinema fu quella di relegare ai margini dell’analisi letteraria generi come il cine-dramma o i poemi cinematografici, o di non considerare l’opera degli scrittori nel cinema come redattori e adattatori, come nota Carmen Peña Ardid nel suo libro. La mente ed i suoi meccanismi, ancora così poco conosciuti, sono stati analizzati da Freud, Jung, Otto Rank e Hanna Segal. Edipo comprende con orrore di essere lui l'assassino: uscito dal responso dell'oracolo di Apollo, appreso che avrebbe ucciso il padre e giaciuto con la madre, aveva deciso di non tornare a Corinto dai genitori, e preso la via verso Tebe: qui aveva trucidato l'uomo con la scorta. Edipo in preda alla furia riesce a scaraventare nell'abisso la Sfinge, che prima di precipitare lo avverte che non riuscirà a liberarsi del nemico dentro di lui. Alcune scene di interni sono state girate nei teatri di posa della Dino De Laurentiis Cinematografica a Roma, mentre le scene del prologo sono state girate a Casaletto Lodigiano e a Sant'Angelo Lodigiano, e quelle dell'epilogo in vari luoghi di Bologna, tra cui Piazza Maggiore. Creonte, suo cognato, confida al re che il dio Apollo gli disse che la peste sarebbe scomparsa non appena si fosse scoperto l’assassino di Laio, che era re prima di Edipo; quest’ultimo, infatti, fu fatto re poiché identificò l’enigma della Sfinge, che gli permise di sposarsi con Giocasta, la regina. L'uomo lo tratta da mendicante e incita i suoi armati a cacciarlo; Edipo fugge, i soldati lo inseguono ma egli riesce a ucciderli affrontandoli uno per uno, quindi torna al carro e in preda al furore trucida l'uomo. Quando vede che lo abbandona in terra al proprio destino, lo raccoglie e lo porta al suo signore, Polibo re di Corinto. [8], 28ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: Film in concorso, Archivio Storico delle Arti Contemporanee, 1968 Italian National Syndicate of Film Journalists Awards, 28ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Edipo_re_(film)&oldid=114671511, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. È significativo che di fronte alla verità Edipo scelga di accecarsi, come estremo atto di rifiuto per ciò che ha visto o forse come una sorta di contrappasso per aver voluto guardare là dove non avrebbe dovuto. Mi dava una confortevole e consolante sensazione sapere che qualcuno le aveva intese prima, e con me le aveva condivise. Per quanto riguarda le donne, è stato elaborato il concetto parallelo di complesso di Elettra. Edipo re (in greco antico: Οἰδίπoυς τύραννoς, Oidípūs týrannos) è una tragedia di Sofocle, ritenuta il suo capolavoro nonché il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. Edipo fugge. 512-862): Creonte chiede se sia vero che Edipo lo crede colpevole di cospirazione. Edipo si convince che Tiresia parli per incarico del proprio cognato Creonte, che ambisce a sostituirlo nel regno; tuttavia, la moglie Giocasta gli rivela involontariamente che re Laio fu ucciso insieme alla scorta da uno sconosciuto mentre si recava a Delfi dall'oracolo. Tutta la psicanalisi, in generale, è d’accordo nel vedere nell’Inconscio l’origine dell’ispirazione artistica, sede di pulsioni che abbiamo represso. In tal modo, si produce una repressione – il meccanismo di difesa dell’Io –, sull’Inconscio dell’individuo, sede delle pulsioni innate. 463-511): il coro dapprima immagina la fuga del colpevole, braccato tanto dagli uomini quanto da, Secondo episodio (vv. Edipo re è un film del 1967 scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, liberamente tratto dall'omonima tragedia di Sofocle e con protagonista Franco Citti nel ruolo di Edipo. Pasolini organizzò la vicenda di maniera differente per lo schermo: c’è un prologo che ha inizio con la scena di una donna che dà alla luce un bimbo, benché attraverso i vestiti dei personaggi si può intendere che siamo nel nostro tempo. L’epilogo ci fa tornare al mondo moderno, dove Edipo ed un giovane, Angelo, sono davanti ad una chiesa, e lì Edipo suona il flauto. Per ciò che concerne lo studio del cinema, gli apporti dei Formalisti Russi come Slovsky, Tinianov, Propp ed Ejchembaum furono utili per i lavori di cineasti sovietici come Einsestein o Kosintsev; i Formalisti analizzavano il cinema come “lingua”: il cinema riproduce il movimento, non soltanto esprimendo i segni della realtà che ci circonda, ma anche esprimendo in chiave semantica le relazioni fra le cose ed i personaggi, agendo abilmente attraverso il montaggio, l’illuminazione, le relazioni fra le scene, i tempi di muto e di sonoro. Le strutture della tragedia e del film si differenziano principalmente in quanto in Sofocle si viene a conoscenza dei fatti anteriori tramite i dialoghi dei personaggi, che funzionano proprio come il flash-back del film, mentre in Pasolini la storia è pressoché lineare. All'inizio della vicenda Edipo è un re carismatico e amato dal suo popolo cui era stato offerto il trono di Tebe perché, rispondendo correttamente all'enigma posto dalla Sfinge, aveva liberato la città da quel terribile mostro. Edipo è rassicurato da quelle parole perché suo padre non è morto per mano sua. Vi era chi lo riteneva una nuova forma d’arte, ed altri che nutrivano pregiudizi nei suoi confronti, come il fatto di ritenerlo dipendente da altre arti, con le quali non avrebbe potuto nemmeno paragonarsi, come ad esempio la letteratura. L'interpretazione di questo atto è riscontrabile già nel dialogo tra Tiresia e Edipo, il quale aveva rinfacciato all'indovino la sua cecità, ma laddove egli attraverso la cecità riesce a vedere il vero, Edipo attraverso gli occhi riesce solo a vedere una realtà illusoria e falsa. Volontà divina e responsabilità individuale, Di Benedetto-Medda, p. 101. Sin da quando nacque il cinema, sorsero con esso diverse correnti di critica. Uno dei significati della tragedia sembra essere l’uguaglianza tra una condizione di ignoranza ed una di intelligenza: né l’ignoranza ci libera dalla nostra sconsolata condizione, né l’intelligenza – la comprensione, il sapere – permette di evitare la catastrofe. Realisticamente, la letteratura non ha nulla da perdere nell’avventura della sua realizzazione filmica. Freud spiegò che vi è un’origine sessuale nella creazione di un’opera d’arte. Siccome tutti gli spettatori – o i lettori – possiedono in un luogo recondito della loro psiche questa fantasia, quando la vedono realizzata rimangono disgustati ed affascinati. Sostiene che nell’uomo artefice di una creazione artistica risiede una dualità tra la potenzialità comune dell’uomo e quella dell’eroe che sacrifica se stesso per il bene della comunità, o che comunque vuole lasciare un segno indelebile del suo passaggio, e che vive la propria esistenza in modo estremo e spesso “ai limiti”; in concreto, la vita personale di molti artisti fu tragica e caratterizzata da un destino avverso. Edipo re (in greco antico: Οἰδίπoυς τύραννoς, Oidípūs týrannos) è una tragedia di Sofocle, ritenuta il suo capolavoro nonché il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. È rilevante, in questo film di Pasolini, non solo un profilo psicologico dello stesso regista, ma di tutta la società. Sconvolto da queste rivelazioni, che fanno di lui un uomo maledetto dagli dei, Edipo reagisce accecandosi, perde il titolo di re di Tebe e chiede di andare in esilio. Uomo di grande umanità ed intelletto, Sofocle modificò la funzione di tragedia tipica di Eschilo, soprattutto per ciò che concerneva il coro, escamotage fondamentale nella tragedia di Eschilo, e marginale in Euripide. Anzi, la storia psicologica di un una nazione può leggersi nelle sue pellicole. 1186-1222): gli anziani tebani che costituiscono il coro compiangono la sorte di Edipo, re stimato da tutti, che in breve si è scoperto autore involontario di atti orribili. Un bambino è nato da una giovane coppia negli anni venti nel Nord Italia. Nella Poetica Aristotele afferma che la situazione più adatta alla tragedia greca è quella di un uomo che non abbia qualità fuori dal comune né per virtù né per giustizia e che si ritrovi a passare da una condizione di felicità ad una di infelicità non per colpa della propria malvagità ma a causa di un errore. Questa sua caratteristica può però essere vista anche in negativo, come hýbris, ossia come la tracotanza di chi non accetta i propri limiti e, nel voler indagare troppo oltre la propria natura umana, finisce per essere punito tramite la scoperta di una realtà così tremenda da risultare inaccettabile. 1086-1109): il coro esulta perché Edipo è ormai vicino a conoscere le proprie origini ed esalta il Citerone come patria e nutrice di Edipo stesso, Quarto episodio (vv. Unito ai desideri di alimentazione e riparo, c’è l’impulso sessuale/libido. La sua vita coincise con il periodo che vide la formazione dell’impero Attico e la guerra tra Sparta e Atene. Negli anni Sessanta e Settanta si assistette ad una nuova analisi dell’arte cinematografica, grazie ad apporti da parte della Semiologia e della Linguistica, e di personalità come Yuri Lotman, Umberto Eco e Roland Barthes, e la notevole quantità di pellicole alto livello, tedesche, italiane, francesi e danesi, solo per citare alcuni paesi di provenienza. Il padre, militare di carriera, è geloso del figlio perché teme che possa portargli via l'affetto della moglie. Numerosi personaggi tentano di dissuaderlo (Tiresia, Giocasta, il servo di Laio) perché sanno o hanno intuito la verità, ma Edipo decide di andare avanti comunque: intende esplorare gli aspetti più pericolosi della propria natura senza reticenze e senza seppellire gli inquietanti sospetti sotto una cortina di timoroso silenzio. Ciò che il libro può raggiungere con la descrizione, e lo schermo può di suo far vedere, sono le molteplici valenze semantiche di un’immagine, come il dialogo degli sposi Giocasta ed Edipo. Le consideravo delle autentiche perle di conoscenza, che facevo mie e che con il tempo ho assorbito nella mia stessa concezione delle cose. In questi ultimi anni ci si è posti la domanda su chi debba trattare questo fenomeno delle molteplici influenze tra differenti arti, argomento che può interessare sia la Semiologia che la Letteratura Comparata, la Teoria della Comunicazione, l’Estetica e la Semiologia filmica. Tutto ha un significato più o meno comprensibile. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna si scopra assassino incestuoso, perdendo in questo modo non solo la stima altrui ma anche la propria. 911-1085): giunge un messo da Corinto che informa che re Polibo è morto. La scena seguente ci catapulta in un altro tempo, la Grecia antica, in cui un pastore lascia un bambino appena nato ai piedi di una montagna. In quel momento arriva Creonte, che di fronte alla disperazione di Edipo lo esorta ad avere fiducia in Apollo. Sconvolto, Edipo erra evitando le strade per Corinto (dove crede si trovino i suoi veri genitori). Prima ancora che si sviluppassero le mie particolari inclinazioni, o i settori della conoscenza per i quali ciò che più mi guidava era la passione, la letteratura come viaggio interiore e fuga dal reale mi è sempre stata accanto, come un amico fedelissimo con cui instaurare una relazione assoluta, che rasenta il sublime. L’azione ha inizio di fronte al palazzo reale di Tebe, dove vi è un gruppo di cittadini che chiedono aiuto al re, affinché risolva la piaga della peste che sta causando numerose morti tra la popolazione. È fondamentale come si succedono le immagini, con che ritmo. Dopo il matrimonio con Giocasta, la storia prosegue uguale al libro. Per ciò che riguarda la tendenza omosessuale, che l’illustre poeta, scrittore e cinematografo ammise apertamente, Freud ne situava l’origine nell’infanzia. "Edipo Re" di Sofocle: il terrore del conoscersi, La composición de 'Edipo Rey' y sus aspectos tradicionales, Gli spettatori o atleti ai giochi istmici, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Edipo_re&oldid=116601098, Opere teatrali che trattano il tema dell'incesto, P1219 multipla letta da Wikidata senza qualificatore, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Lo sguardo materno di lei, mentre lo tiene seduto in grembo, è estremamente evocativo. Mezzo di comunicazione immediato e nello stesso tempo simbolistico, metaforico, il cinema d’autore ha lasciato spesso un retrogusto dolceamaro di riflessione sulla vita che mi ha accompagnata per molto tempo. [6] Questo mutamento può avvenire a causa di una peripezia oppure di un'agnizione (riconoscimento); nei casi migliori, vi sono entrambi. Il processo creativo e le sue origini: l’aiuto della Psicanalisi. È questa la fase della sublimazione; Edipo, cieco e purificato, raggiunge il livello del poeta, dell’eroe. Trova pace solo quando ritorna nel prato dove da bambino aveva aperto gli occhi per la prima volta. Paradossalmente, i bambini che sviluppano più intelligenza e sensibilità sono quelli che più reprimono questi desideri, come il più comune dell’espulsione del “padre rivale” (il padre per il bambino e la madre per la bambina). Il loro lavoro ha lasciato molte interessanti teorie, dall’analisi dell’ispirazione creativa e la sua origine nell’inconscio all’esistenza nella sfera della creatività di energie di libido o aggressive che l’autore ha cercato di reprimere, però che penetrano, sublimate, nella sua opera.Pasolini si interessò di queste teorie e probabilmente grazie ad esse seppe dar risposta ad alcuni dei suoi dubbi sulla propria complessità, una componente che pervase la sua opera per intero e che la rese irripetibile, a volte estrema, ma sempre innovativa. [3] Altro tema del film, come nel seguente La sequenza del fiore di carta (episodio di Amore e rabbia), è la colpevolezza dell'innocenza, una sorta di rovesciamento del peccato originale: Edipo diviene il simbolo dell'uomo occidentale, reso cieco dalla volontà di non sapere ciò che è, di ignorare la terribile verità della propria condizione, e prosegue dunque il cammino verso la catastrofe. Tempestato di domande, il servo innanzitutto cerca di dissuadere Edipo dal continuare a interrogarlo, ma quest'ultimo ormai vuole ascoltare tutta la verità. C’è un’identificazione tra l’inconscio del creatore e quello del recettore: il complesso d’Edipo è una fase che si sviluppa in questa sfera profonda del nostro apparato psichico, ed è la ragione per cui l’opera ci ha fatto provare tanta attrazione e repulsione. L'opera si inserisce nel cosiddetto ciclo tebano, ossia la storia in chiave mitologica della città di Tebe, e narra come Edipo, re carismatico e amato dal suo popolo, nel breve volgere di un solo giorno venga a conoscere l'orrenda verità sul suo passato: senza saperlo ha infatti ucciso il proprio padre per poi generare figli con la propria madre. Poi ha inizio la rappresentazione del mito, per giungere infine nel mondo attuale, dove vaga, cieco, accompagnato da Angelo. Sembra che i bambini che sviluppano una relazione molto forte con il genitore del sesso opposto e che reprimono molto abbiano, durante la loro vita adulta, una certa incomodità verso le loro personali esperienze sessuali; inoltre, per gli uomini non sono rare conseguenze come fenomeni di impotenza, relazioni con prostitute e orientamenti sessuali plurimi, e frigidità per le donne. «Questo giorno ti darà la vita e ti distruggerà». Edipo abbraccia quindi le sue figlie. In Edipo Re, la cui data di composizione si situa tra il 440 e il 425 a.C., c’è una struttura in cui il dramma va in crescendo. [7] Questo, come riconosce Aristotele stesso, è proprio il caso dell'Edipo re, che in questo modo rappresenta uno degli esempi più paradigmatici dei meccanismi di funzionamento della tragedia greca. Il bambino del prologo sono io, suo padre è mio padre, ufficiale di fanteria, e la madre, una maestra, è mia madre. 863-910): il coro è turbato dall'incredulità di Giocasta davanti agli oracoli e lancia un ammonimento contro chi pretende di violare le leggi eterne degli dei: quando gli uomini non riconoscono più la giustizia divina e procedono con superbia ("hybris"), lì si cela la tirannide, Terzo episodio (vv. È stato presentato in concorso alla 28ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[1]. Il libro era lì, che attendeva il mio arrivo, o ero io che bramavo il momento del giorno che mi avrebbe vista unirmi a lui, senz’altro desiderio che non quello di vivere il romanzo, così distante dai miei pensieri dolenti e fumosi. Esodo (vv. Edipo torna nello stesso luogo del prologo, dove sua madre lo allattava. Quest’ultimo è vario, si diversifica, ma la presunta società civile obbliga a controllarlo, per la preservazione e la continuazione della specie attraverso il consolidarsi del nucleo della famiglia. Vedere realizzato il sogno dell’infanzia ci fa orrore, e preferiamo scansare lo sguardo dalla scena, come Freud aveva teorizzato nella sua, Ammise anche che in Edipo ciò che conta è il. Su questo materiale di origine sessuale – come il desiderio descritto nella sua pellicola – è attuato il meccanismo di sublimazione: è la capacità di cambiare la finalità sessuale con altra che non è sessuale, la creazione artistica, appunto. Nonostante un impeto originario, comprensibile, di rabbia, Edipo indagherà su chi erano in realtà i suoi genitori, chiedendo ad un pastore che si trovava nei pressi del luogo dove il re Laio era stato assassinato, ed attraverso le parole di Giocasta, il quale gli conferma che questo triste avvenimento ebbe luogo solo poco tempo prima del suo avvento al regno. Edipo decide di liberare la città e vendicare l'uccisione di Laio come se fosse il proprio padre. 216-462): Edipo proclama un bando che prevede l'esilio per l'uccisore di Laio e per chi lo protegga o lo nasconda; il re convoca inoltre Tiresia, l'indovino cieco, perché sveli l'identità dell'assassino. Quarto stasimo (vv. Costui decide insieme alla moglie Merope di adottarlo perché non possono generare. Questo è solo uno dei numerosissimi esempi tra letteratura e cinema, ma manifesta come qualsiasi sistema – sia esso di letteratura, poesia, musica, pittura e cinema – offre elementi peculiari, unici, che possono solo essere esaltati e riconsiderati attraverso l’influenza tra loro. Inoltre la funzione che aveva il coro è restituita grazie all’inserimento di alcune frasi che appaiono sullo schermo ed introducono il linguaggio scritto in quello visuale: «Dio, cosa intendi fare di me?» è l’invocazione della coscienza di Edipo, a lettere smaglianti apparse in primo piano. Esso descrive le pulsioni, anche di tipo sessuale, di ogni maschio nei confronti dei genitori, in particolare in età infantile, e può essere descritto come un desiderio di possesso esclusivo nei confronti del genitore dell'altro sesso, accompagnato conseguentemente dal desiderio di morte e di sostituzione del genitore dello stesso sesso. Sono particolarmente toccanti la grandezza e la virtù del personaggio di Edipo il quale, sebbene ignori la verità, manifesta tutta la sua volontà di perseguirla. [1][6], È stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 7 settembre 1967 dalla Euro International Films. Edipo consulta dunque il vecchio saggio Tiresio, che gli svela chi è l’assassino, e gli dice che attraverso di lui si sarebbe compiuta una profezia nefasta, secondo la quale Edipo avrebbe ucciso suo padre, ed avrebbe sposato sua madre. La sublimazione colpisce inoltre, nella maggior parte degli individui, pulsioni che non sono orientate verso la forma genitale – pulsione orale, pulsione anale –, sosteneva Freud. Vedere realizzato il sogno dell’infanzia ci fa orrore, e preferiamo scansare lo sguardo dalla scena, come Freud aveva teorizzato nella sua Interpretazione dei Sogni. Jung, suo discepolo, si orientò anche verso altre teorie, come quella dell’Inconscio collettivo e degli archetipi (il primo è la totalità degli archetipi, che sono modelli che si ripetono con significato identico nei sogni e nelle fantasie di tutti i popoli, di generazione in generazione). di F. Condello, da Sofocle. Lo studio di queste arti ha portato a nuove considerazioni e percorsi attraverso i quali si è penetrati più a fondo nei significati intrinseci delle opere e le rappresentazioni cinematografiche. Edipo Re di Sofocle – Edipo Re di Pasolini: In Edipo Re, la cui data di composizione si situa tra il 440 e il 425 a.C., c’è una struttura in cui il dramma va, Ma pare esserci un altro significato in questa tragedia, che è stato spiegato da Pasolini, più profondo ed occulto, ed è un’altra possibile lettura di Edipo Re: il personaggio come riflesso dell’Inconscio collettivo, di tutti noi, il complesso del bambino i cui impulsi o desideri repressi sono il volere eliminare il padre per restare con la sola madre, spinti da una pulsione erotica che, siccome offende la morale, è rifiutata con il crescere dell’individuo, ma rimarrebbe latente nell’inconscio, appunto. Il padre del nascituro, che ha un’uniforme da soldato – come il padre di Pasolini – pronuncia una frase sibillina: «Sei qui per rubare il mio ruolo, e la prima cosa che vuoi rubarmi è mia moglie». I Formalisti erano concordi nel ritenere che il cinema si sviluppa parallelamente alla letteratura, ed opera con il medesimo materiale semantico, però sostenevano anche che la rappresentazione di qualunque vicenda e destino umano è predeterminato dalla letteratura. Per ciò che riguarda la tendenza omosessuale, che l’illustre poeta, scrittore e cinematografo ammise apertamente, Freud ne situava l’origine nell’infanzia. Cambia scena, ai giorni nostri lo stesso attore interpreta un suonatore cieco che vaga vivendo di elemosina e suonando il flauto. Una cultura magico-primitiva (coincidente con la storia personale del protagonista) fa da sfondo ad una cultura più moderna e razionalistica (il comportamento del protagonista nel presente, sovrano illuminato e giusto verso il popolo e desideroso di conoscere le proprie origini). Per ciò che concerne lo studio del cinema, gli apporti dei Formalisti Russi come Slovsky, Tinianov, Propp ed Ejchembaum furono utili per i lavori di cineasti sovietici come Einsestein o Kosintsev; i Formalisti analizzavano il cinema come “lingua”: il cinema riproduce il movimento, non soltanto esprimendo i segni della realtà che ci circonda, ma anche esprimendo in chiave semantica le relazioni fra le cose ed i personaggi, agendo abilmente attraverso il montaggio, l’illuminazione, le relazioni fra le scene, i tempi di muto e di sonoro. Il protagonista appare dunque come l'eroe dell'intelligenza umana, tesa verso la verità a dispetto dei tabù ancestrali che vorrebbero fermarla. L'oracolo gli rivela che Edipo ucciderà il padre e andrà a letto con la madre. La critica, purtroppo, più volte nei dibattiti etichettò allo stesso modo la traduzione, anziché riconoscere la sua indubbia importanza come parte del sistema letterario, frutto di una elaborazione complessa, la quale richiede una predisposizione alla scrittura ed una buona dose di creatività. Continuando sulla strada Edipo giunge a Tebe, sfollata dalla popolazione che teme la Sfinge, un mostro che perseguita la città al punto che la regina ha promesso di sposare chiunque riesca a uccidere la bestia. In ogni modo, non si può negare l’importanza che ha avuto e che continua ad avere il cinema come mezzo di espressione e rappresentazione della realtà e della fantasia, di sfere occulte del pensiero del realizzatore – e di chi riceve il messaggio filmico –, come andremo a vedere, attraverso il lavoro di questo particolare ed ardito regista italiano, in relazione alla tragedia di Sofocle “Edipo Re”. Edipo è un personaggio maledetto, infatti ogni suo tentativo di evitare l'avveramento della profezia risulta vano: l'opera presenta dunque un'etica basata non sull'intenzionalità, ma sulla cecità del fato e sull'inesorabilità del castigo che colpisce Edipo a prescindere dal fatto che questi abbia una qualche responsabilità (e in questo consiste, in effetti, l'aspetto più propriamente tragico della vicenda). Per tale ragione il cinema non deve in alcun modo essere considerata un’arte secondaria, e tanto meno come una mera imitazione. Il servo allora conferma che aveva ricevuto il bambino (che era figlio di Laio) con l'ordine di ucciderlo in quanto, secondo una profezia, il piccolo avrebbe ucciso il padre. Edipo invia il cognato Creonte dall'oracolo di Delfi, costui ritorna con la notizia che gli dei sono irati con Tebe perché in città è presente l'uomo che ha ucciso il precedente re. Si scontra con un gruppo di uomini, che uccide, ma tra questi vi era il padre. Il vecchio non si decide e la collera del re aumenta; allora Tiresia risponde accusando Edipo di essere l'autore dell'omicidio. I tebani vorrebbero non averlo mai conosciuto tanto è l'orrore e, al tempo stesso, la pietà che la sua vicenda suscita in loro. Tutto ha un significato più o meno comprensibile. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 nov 2020 alle 13:29. Con il tempo, un’altra forma d’arte suscitò in me un analogo e potente slancio emotivo, e questa fu la volta del cinema. Il loro lavoro ha lasciato molte interessanti teorie, dall’analisi dell’ispirazione creativa e la sua origine nell’inconscio all’esistenza nella sfera della creatività di energie di libido o aggressive che l’autore ha cercato di reprimere, però che penetrano, sublimate, nella sua opera. Paradossalmente, i bambini che sviluppano più intelligenza e sensibilità sono quelli che più reprimono questi desideri, come il più comune dell’espulsione del “padre rivale” (il padre per il bambino e la madre per la bambina). È questa la fase della sublimazione; Edipo, cieco e purificato, raggiunge il livello del poeta, dell’eroe. Scoperta l'orribile verità, Giocasta si toglie la vita, Edipo si strappa gli occhi e abbandona Tebe, vagando di città in città con un flauto, come l'indovino Tiresia aveva predetto. Edipo Re di Sofocle – Edipo Re di Pasolini: Il Cinema come Sintesi Comparativa. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 2 ago 2020 alle 18:49. Sembra che i bambini che sviluppano una relazione molto forte con il genitore del sesso opposto e che reprimono molto abbiano, durante la loro vita adulta, una certa incomodità verso le loro personali esperienze sessuali; inoltre, per gli uomini non sono rare conseguenze come fenomeni di impotenza, relazioni con prostitute e orientamenti sessuali plurimi, e frigidità per le donne. Lungo una strada in un territorio desertico si imbatte in un carro che trasporta un uomo con una scorta. L'indovino quindi si allontana profetizzando che entro la fine di quel giorno il colpevole sarà scoperto e se ne andrà mendico e cieco in terra straniera. Apre per la prima volta gli occhi in un prato, fra le braccia dell'amorevole madre. Quest'ultimo lo accusa apertamente con toni sempre più accesi: Creonte non si trovava infatti a Tebe, insieme a Tiresia, quando Laio fu ucciso? Tutta la psicanalisi, in generale, è d’accordo nel vedere nell’Inconscio l’origine dell’ispirazione artistica, sede di pulsioni che abbiamo represso. Edipo re è un film del 1967 scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, liberamente tratto dall' omonima tragedia di Sofocle e con protagonista Franco Citti nel ruolo di Edipo . (PDF) Sofocle, Edipo re, trad. Il messo può testimoniarlo con certezza perché un tempo faceva il pastore sul, Terzo stasimo (vv. [4][5], A fare da contrappunto alla tragedia dell'uomo moderno, c'è l'ambientazione della Grecia antica ricostruita nel Marocco desertico, nel quale Pasolini identifica il mondo della verità, delle radici storiche e culturali, un'isola fuori dal tempo della borghesia contro la quale si indirizza la sua polemica estetica. La metafora del cerchio è parecchio frequente nel cinema, dove tutto torna all’origine, e questa sembra essere l’intenzione malcelata della pellicola, che favorisce il regresso all’infanzia, periodo cristallino e fecondo di evoluzioni interiori. La tensione aumenta quando Giocasta, che ha compreso qual è la verità, si suicida, ed Edipo, che non può vedere la luce della verità perché troppo atroce, si acceca. Ella invita il marito a non dare ascolto a nessun oracolo e a nessun indovino: anche a Laio era stata fatta una profezia secondo la quale sarebbe stato ucciso dal figlio, mentre ad ucciderlo erano stati alcuni banditi sulla strada per Delfi, là dove si incontrano tre strade.
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